Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto” (Gv 15,5), anche ora possiamo dire che chi vive  in comunione con Dio, riceve quella forza vitale e produce frutti di santità. Per noi cristiani è una verità fondamentale ed  i Santi ne sono l’espressione a noi più vicina.

In questo mese di luglio, dedicato al Preziosissimo Sangue, si affaccia la figura di Santa Maria De Mattias, la fondatrice della Congregazione delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo.

A Viterbo, capoluogo della Tuscia, oltre ad una via a Lei intitolata, c’è una statua in bronzo, posta nei pressi del giardinetto che porta a Santa Maria del Paradiso. 

Nasce il 4 febbraio 1805, a Vallecorsa, in provincia di Frosinone, da una ricca  famiglia, di profonda fede cristiana. Attraverso il padre, Maria apprende le verità della fede, ma anche la Sacra Scrittura, che le leggeva sin da piccola. Sviluppa, così, un grande amore per Gesù. È questo un periodo molto difficile, c’è il brigantaggio, un fenomeno che ha caratterizzato il Mezzogiorno, nei primi anni dell’Unità d’Italia. È lì che matura la consapevolezza nel mettere a confronto il sangue dell’odio, con il Sangue di Gesù Cristo, versato per salvare l’umanità.

Una ragazza senza istruzione, come impone l’epoca alle donne, estraniata dal contesto cittadino per il suo ceto sociale, che all’età di 16 anni,  sente il bisogno di amare incondizionatamente, dando un senso alla sua vita.


Ne parla con il padre, perché vuole la  fare luce e trovare quella pienezza che solo in Xsto può compiersi. Un’esperienza che la fortifica, che la porta addirittura per le strade d’Italia,a dorso di mulo,  per far conoscere l’Amore che salva, che vivifica. Secondo Maria, la riforma della società scaturisce proprio dal cuore delle persone, come successo a Lei. A 17 anni, quando Don Gaspare del Bufalo si reca a predicare a Vallecorsa per una missione popolare, siamo nel 1822, il paese si  trasforma. È lì che decide di seguire l’esempio del predicatore e, guidata da un compagno di Gaspare del Bufalo, Giovanni Merlini, fonda la Congregazione delle Suore Adoratrici del Sangue di Gesù Cristo, ad Acuto, vicino Frosinone.  Il  4 marzo 1834, Maria viene chiamata ad  insegnare ad alcune ragazze, da Mons. Giuseppe Maria Loris,  dato che aveva imparato da sola a leggere e scrivere. Ha 29 anni e tanta voglia di aoutate, non solo queste ragazze, ma anche le mamme ed i giovani, con l’intento di catechizzarli. Gli uomini, se vogliono, possono andare ad ascoltarla, ma di nascosto. Contadini, pastori, persone abbandonate a se stesse, al calar del sole accorrono ad ascoltare questa giovane maestra innamorata di Xsto, che vuole far conoscere a tutti.

Affascina, coinvolge, sempre più convinta che anche una sola stilla di quel Sangue così prezioso, può redimere e salvare chiunque, anche il peccatore più incallito.


I risultati? Riesce ad aprire circa 70 comunità, (delle quali  di cui 3 in Inghilterra  e Germania), soprattutto in  piccoli centri abbandonati del Centro Italia. Successivamente viene chiamata da Pio IX a Roma per  l’Ospizio di San Luigi e per la Scuola di Civitavecchia.

Insomma una vita spesa per far conoscere Gesù, per farlo amare, nell’intento così profondo e misericordioso di salvare il “caro prossimo”, come suole dire.
Muore a Roma, il 20 agosto 1866, viene sepolta nel Cimitero del Verano per desiderio dello stesso Pio IX. La sua fama di santità aumenta e a 30 anni dalla morte, viene beatificata da Pio XII,il 1 ottobre 1950.

È Papa Giovanni Paolo II, nel Concistoro del 7 marzo 2003, a fissare la canonizzazione per il 18 maggio 2003.

Nel Concistoro del 7 marzo 2003 il Papa Giovanni Paolo II fissava la data della canonizzazione al 18 maggio 2003. Nell’omelia si esprime così: “Dal mistero della Croce fu interiormente conquistata Maria De Mattias, che pose l’Istituto delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo “sotto lo stendardo del Divin Sangue”. L’amore per Gesù crocifisso si tradusse in lei in passione per le anime e in un’umile dedizione ai fratelli, al “caro prossimo”, come amava ripetere. “Animiamoci – esortava – a patire volentieri per amore di Gesù che con tanto amore ha dato il sangue per noi. Fatichiamo per guadagnare anime al cielo”.

Le sue spoglie si trovano nella chiesa del Preziosissimo Sangue, annessa alla Casa generalizia dell’ Istituto a Roma.

 

Condividi