Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che riconosce le virtù di monsignor Antonio Bello. Il sacerdote che aveva paura “delle cose fatte in serie, dell’omologazione, dei colori e delle forme, delle omologazioni delle idee”, è ormai venerabile.
Un uomo di pace, che ha saputo scrivere una pagina significativa della “Chiesa del grembiule”, ossia al servizio costante dei poveri e degli ultimi. Don Tonino era questo: attivo, un cristiano che si definiva “contempl-attivo, con due t,” ad intendere che dalla contemplazione arrivava all’impegno concreto: preghiera ed azione, dunque, per testimoniare concretamente.
Era nato ad Alessano (Lecce) il 18 marzo 1935, e battezzato il 15 aprile.
Nel 1948 entra nel Seminario Minore di Ugento dove consegue la licenza di Scuola Media, per poi passare al liceo classico, presso il Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Molfetta.
Successivamente si trasferisce a Bologna, nel Seminario dell’Onarmo per i Cappellani del lavoro, e segue i corsi di Teologia, presso il Pontificio Seminario regionale “Benedetto XV” a Bologna.
L’8 dicembre del 1957 è ordinato sacerdote, ad Alessano, poi di due anni consegue la licenza in Teologia, presso la Facoltà Teologia di Venegono e ne 1965 si laurea in teologia alla Pontificia Università Lateranense. Il 30 settembre 1976 viene nominato rettore del Seminario vescovile di Ugento ed il giorno successivo, vicario episcopale per la cultura.
Viene ordinato vescovo il 30 ottobre 1982.
È anche incaricato presso la Conferenza episcopale pugliese (Cep) per “la Pastorale del turismo”, e poi il compito di “vigilanza nella formazione spirituale e la disciplina” nella Commissione episcopale di vigilanza del Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Molfetta e il 12 dicembre 1984 quello di responsabile della “Pastorale del lavoro e dell’emigrazione”. È stato anche presidente di Pax Christi Italiana.
Si spegne a Molfetta, il 20 aprile 1993 e viene sepolto nel Cimitero di Alessano.
Il 30 aprile del 2010 si apre l’iter per la sua beatificazione, con la prima seduta pubblica nella Cattedrale di Molfetta.
Lo scorso 25novembre 2021, Papa Bergoglio dice sì al decreto che riconosce le virtù eroiche di Monsignor Antonio Bello, che diventa, così, venerabile.
Don Tonino si è speso per i poveri, per gli ultimi,
Pastore poeta sempre dalla parte degli ultimi, è stato pastore di anime, ma anche uomo tra gli uomini, testimoniando il Vangelo, con la sua anima così pura e sensibile, come traspare anche dalle sue poesie.
Ma don Tonino scrive anche articoli dal forte impatto, sempre pronto a consolare, consigliare, accogliere
“Capire i poveri era per lui vera ricchezza – aveva affermato Papa Francesco nel suo 21esimo viaggio italiano proprio nei luoghi più rappresentativi del vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, nell’aprile 2018.
Don Tonino Bello che scriveva:
“Voglio ringraziarti Signore,
per il dono della vita;
ho letto da qualche parte
che gli uomini hanno un’ala soltanto:
possono volare solo rimanendo abbracciati.
A volte, nei momenti di confidenza,
oso pensare, Signore,
che tu abbia un’ala soltanto,
l’altra la tieni nascosta,
forse per farmi capire
che tu non vuoi volare senza di me;
per questo mi hai dato la vita:
Perché io fossi tuo compagno di volo,
insegnami, allora, a librarmi con Te.
Perché vivere non è trascinare la vita,
non è strapparla, non è rosicchiarla,
vivere è abbandonarsi come un gabbiano all’ebbrezza del vento,
vivere è assaporare l’avventura della libertà, vivere è stendere l’ala, l’unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te.
Ma non basta saper volare con Te, Signore, tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello
e aiutarlo a volare.
Ti chiedo perdono, perciò,
per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi, non farmi più passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l’ala, l’unica ala,
inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine
e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te.
Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi, o Signore, un’ala di riserva”.
Don Tonino Bello
Foto tratta dal web

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
