Una vita avventurosa, ai tempi nostri si direbbe “ricca di colpi di scena”, rischiando persino di essere impiccato. Per il viaggio tra i testimoni-profeti dell’Amore misericordioso, viene ricordata la figura di San Giovanni di Dio.
Nato a Montemoro-o- Novo, in Portogallo nel 1495, scompare misteriosamente da casa, non si sa se è scappato o è stato rapito, tanto che sua madre muore di dolore.
Riappare in Spagna, ad Oropesa, presso la casa di un fattore di campagna che lo tratta come un figlio. La sua vita migliora notevolmente: si istruisce, ha un lavoro, eppure diventa soldato nel Nord della Spagna, contro la Francia. Rischia persino di morire impiccato, ma non perché prigioniero dei francesi bensì, i suoi stessi superiori, poiché qualcuno gli ha rubato il bottino di guerra che aveva in consegna. Alla fine viene espulso e va a finire persino a Vienna, a combattere con l’esercito di Carlo V, imperatore in Europa e re in Spagna, contro le truppe del sultano turco Solimano II il Magnifico.
Cambia mestieri e posti, non si ferma mai: pellegrinaggio in viaggio per Compostela, venditore ambulante a Gibilterra. Ma è quando diventa libraio a Granada, che si innamora dei libri. Nel 1539 finisce in manicomio, perché? Viene considerato impazzito a causa delle aspre penitenze a cui si sottopone, dopo aver conosciuto il futuro San Giovanni d’Avila. 
La sofferenza diventa la compagna della sua vita, cambia il suo nome e si dedica totalmente agli infermi. Una folgorazione. Tutta la sua vita è dedicata agli ultimi, a quelli che le famiglie abbandonano. Crea un dormitorio per i poveri e successivamente apre un ospedale.
Cambia persino il nome da Giovanni Cidade a Giovanni di Dio. Non appartiene però a nessun ordine religioso, ma è tutto dedito ai bisognosi.
Con un saio segnato dalla croce, si presenta dal vescovo di Granada, proponendo di vivere esclusivamente per chi soffre. Nel 1540 nasce una piccola Congregazione, quella dei Fratelli della Misericordia e con essa un’intensa attività infermieristica. La novità consiste nel seguire i malati e come assisterli, il rapporto con loro.
Insomma fa sorgere un ospedale moderno, innovativo per l’epoca a Toledo, dove rischia persino di morire in un incendio, nel 1549 a Granada.
Prostitute, sbandati, famiglie abbandonate, disoccupati, studenti poveri sono la sua immensa famiglia, perché come ripeteva: “l’amore soffre ogni cosa, crede ogni cosa, tutto spera tutto sopporta”.
Muore in ginocchio, l’8 marzo 1550. Successivamente sarà San Pio V, a dare ai Fatebenefratelli, la regola di Sant’Agostino, dando vita all’ordine religioso.
Sono circa 650 gli ospedali fondati dal 1600 ad oggi.
Continuano il suo operato, mettendo in pratica ciò che diceva: “Dove manca carità, ivi manca Dio”.
Foto tratte dal web.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
