Cecilia, una ragazza di nobile famiglia romana, vissuta tra il II e III secolo d. C. c la sera delle nozze rivela al marito Valeriano, pagano, di volersi mantenere pura e casta e gli propone di convertirsi al Cristianesimo. Valeriano accetta e si fa battezzare da Papa Urbano I, insieme a suo fratello Tiburzio.
In quel periodo il giudice Almachio aveva proibito di seppellire i cristiani morti, ma Valeriano e Tiburzio, nonostante il divieto, seppellivano i corpi dei cristiani che trovavano per strada. Vengono arrestati, ma mentre sono condotti al carcere, convertono Massimo l’ufficiale che li scorta. Tutti e tre si rifiutano di rinnegare Dio e dopo atroci torture, sono decapitati.
A Cecilia è destinato un terribile supplizio: soffocata viva con i vapori della sua stessa casa, ma rimane illesa. Così, è condannata alla decapitazione, ma il suo carnefice non riesce a recidere il collo del tutto. Muore dopo tre giorni e sarà Papa Urbano I, sua guida spirituale, a renderle la degna sepoltura nelle catacombe di San Callisto.
Successivamente trasformerà la casa di Cecilia in un Santuario, esaudendo la richiesta della giovane Martire.
Nell’821 i suoi resti mortali vengono traslati da Papa Pasquale I, nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere. Nel 1599, durante i restauri della basilica, ordinati dal cardinale Paolo Emilio Sfondrati, in occasione del Giubileo del 1600, viene ritrovato un sarcofago con il corpo incorrotto di Cecilia, di bianco vestita.
Nonostante siano trascorsi 1400 dal suo martirio, il sangue sembra ancora fresco, proprio come scritto dall’archeologo Antonio Bosio (1575-1629), che aveva partecipato alla ricognizione.
Sarà il cardinale Sfondrati a far realizzare una statua della santa da porre sotto l’altare maggiore, affidando l’incarico a Stefano Maderno, che realizzerà una statua della Santa, come era stata trovata nella ricognizione.
Una bellissima opera in marmo pario, esposta sotto l’altare maggiore, testimonia da secoli l’evento prodigioso.
Da tutta Roma accorre una moltitudine di fedeli non appena si diffonde la notizia. La sua devozione nel Medioevo di diffonde in Spagna e Francia.
La Chiesa la ricorda oggi, 22 novembre, come anche gli Ortodossi. È la patrona di musicisti, compositori di inni, poeti, cantanti, ciechi.
La tradizione la raffigura mentre intona un canto interiore anche in punto di morte, mentre subisce le terribili torture dei suoi persecutori.
Cecilia, la giovane sposa romana, la Martire dall’amore incondizionato per Dio.
Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, Piazza di Santa Cecilia, 22, 00153 Roma RM

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
