La stradina dei fiordalisi
c’è un campo fiorito
te sei fiordaliso
un caro amico
un cristallo azzurro di gioia
nato zitto, zitto al fievolío delle stelle,
io, rimasto abbagliato dall’azzurro nell’aria.
Solitario sul ciglio del campo grasso di grano,
ai piedi dei cocenti soli d’estate,
i forzieri serrati sono sbocciati,
colmi di profumi e colori dal becero biasimati.
L’arraffo rudente di fardelli di spighe,
ha colmato opulenti granai,
lasciando lo sfalcio del campo
in preda alle ortiche.
Accovacciato mirando
il dondolio celeste dei merlettati petali,
per il fraseggio del vento,
la sera da lontano, immaginando
scruto le luci della città sconosciuta.
Sulla maggese sei rimasto
aspettando il germoglío dei figli,
con il gambo gemente nell’aria
e rameggi di mani protese al cielo,
e nuove albe e soli cocenti
ancora ci saranno
ed io verrò a cercarti
nel campo vicino alla stradina.
di Alessandro Calanca



