Il Signore ha preparato per tutti un pane pronto per tutti e un cibo abbondante
“Venite…comprare e mangiate…” si apre così la prima lettura tratta dal profeta Isaia. Agli esiliati, visti come popolo torturato dalla fame e dalla sete, viene rivolto l’appello a ricercare Dio e convertirsi.
Dio stringerà con loro un patto e una alleanza eterna e saranno i depositari delle promesse fatte a Davide. Questo richiamo divino è fatto mediante l’immagine dell’invito al banchetto: acqua, vino, latte; cibi preziosi e basiliari della vita che diventano succulenti per indicare i beni spirituali e gratuiti (senza denaro).
E noi invece come spendiamo il denaro? Che uso ne facciamo? Lo usiamo per cose necessarie o superflue? Spesso la nostra vita è segnata dallo spendere denaro per cose vane e poco importanti.
“Ascoltatemi e mangerete cose buone” è invece l’invito del profeta. Non preoccupiamoci di tante cose o di cose poco importanti nella vita, recuperiamo invece l’ essenzialità nelle scelte.
Il Signore ci invita a mensa con Lui perché ci ama. L’Eucaristia è comunione intima con Lui, il Signore. È mangiare Lui, avere la sua stessa vita.
Allora chi potrà separarci dalla sua stessa vita? San Paolo, nella seconda lettura, ci ricorda che nessuno potrà separarci dal suo Amore. Lui non ci abbandona, solo noi possiamo separarci. L’amore di Cristo è più grande del nostro.
Il Vangelo infine ci dimostra ancora una volta quanto il Signore ci ami. L’episodio della moltiplicazione dei pani e dei pesci ci ricorda che “tutti i presenti (oltre cinque mila) mangiarono e furono saziati”. Cristo è colui che dona e dona con abbondanza, gratuitamente.
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