QUINTA di Quaresima (22 marzo)

Il libro di Ezechiele: “Ecco io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe… farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete…” (Ez 37). Perché “… il Signore è bontà e misericordia” (salmo 129). Ci voleva questo ricordo spirituale mentre ci avviciniamo alla Pasqua. Uscire dalla tomba ha un significato molto più profondo delle foto sensazionaliste per i giornali. Una persona che dopo aver vissuto la morte e nella morte perché persa in una vita senza senso, riesce con fatica a rimuovere gli ostacoli, che non è facile, ma riesce a camminare nella onestà e nella correttezza, nella giustizia e nella verità… questa persona è come se fosse uscita dalla tomba, risorta per VIVERE e non solo vivacchiare a casaccio. Per vivere e per danzare la vita… ricordi “Dancing the Walk”? Se ti interessa il libro fammi sapere. Verrà presentato il 29 maggio anche alla Università della Tuscia insieme alla Associazione Scrittori Italo-Canadesi. Sai perché il Signore è “… bontà e misericordia” (salmo 129)? Perché con il suo esempio ci racconta umilmente come liberarci dalle pietre che ci fanno inciampare e se capita di cadere ci aiuta a rialzarci in piedi. Basta che anche noi ci accostiamo a LUI con umiltà e verità interiori. La confessione come nella tradizione cattolica dovrebbe servire questo. Quando a Canepina mi chiedevano una “spolveratina” (per la confessione) in fondo ho capito che intendevano proprio questo, liberarsi della zavorra delle fragilità umane. E allora: “spolveriamoci” con l’esempio della fede umile e sincera di chi è buono.
don Gianni Carparelli
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