Io non so più neanche quanti centimetri di cicatrici chirurgiche ho. Ma li amo tutti, uno per uno, ogni centimetro di pelle incisa che non sarà mai più risanata. Sono questi i punti di innesto delle mie ali”.

A scrivere questo pensiero così forte e penetrante, una giovane ragazza che a  ventidue anni si ammala di cancro. È Carlotta Nobile. Storico dell’arte, violinista, con due libri di narrativa all’attivo. Di famiglia nobile, nata a Roma, ma spesso in giro per il mondo per studio tra Londra, New York e Salisburgo.

In uno dei suoi libri ‘Oxymoron’ (Ossimoro) scriveva: “Il tempo non è che un nemico beffardo sempre in corsa e mai costante. Va a ritroso quando dovrebbe scorrere e travolge quando dovrebbe fermarsi, e certo non sarò io a convincerlo a imparare”.

Ed il tempo con lei è stato un vero ‘nemico beffardo’ che a soli 24 anni la porta via,  il 16 luglio 2013, nella casa di famiglia a Benevento.

Bella, colta, intelligente, amava la musica classica,  ma nel 2011 deve iniziare a fare i conti con un mostro che si chiama ‘cancro’. Così nell’aprile 2012 apre un blog, in forma anonima, si chiama ‘Il cancro e poi’, dove raccogliere i pensieri di chi, come lei, sta combattendo la battaglia più dura della vita, con quel mostro che divora le sue vittime, senza scampo.

Scriveva: “Mi chiamo C, ho 24 anni e dal 5 ottobre 2011 combatto con un melanoma metastatico al quarto stadio. Il mio desiderio è stato fin dal principio quello di creare un luogo virtuale di incontro e scambio su quella difficilissima ma estremamente formativa esperienza di vita che è il cancro. Sia che stiate lottando contro questa malattia, sia che conosciate qualcuno che la sta vivendo, sia che arriviate qui per semplice curiosità, sentitevi liberi di parlarne, come forse nella vita di tutti i giorni non amiamo fare. Perché solo raccontando il cancro si può apprezzare davvero la vita”.

L’incontro con la fede avviene nell’ultima fase della sua breve esistenza. Un travaglio interiore che la vede rifiutare la malattia con determinazione. Dopo la rabbia, qualcosa cambia in questa bellissima ragazza dal dolce sguardo e dai biondi capelli lunghi. Prende atto della situazione, la affronta e la  vive giorno per giorno, con tutta se stessa, con coraggio e determinazione. Sono gli ultimi tre mesi di vita, novanta giorni, dove la ragazza è folgorata da una frase di Papa Francesco: ‘I giovani devono portare la croce con gioia’.  Dal risveglio nell’ospedale di Milano nel marzo 2013 Carlotta si esprime così: “Io sono guarita nell’anima in un istante, in un giorno qualunque, al risveglio da una crisi. Ho riaperto gli occhi ed era un’altra. E questo è un miracolo”.

Sente la necessità di confessarsi, il suo calvario è iniziato ed è, tra l’altro, il Venerdì Santo prima di Pasqua. Nelle Chiese c’è la Via Crucis, ma Carlotta trova un sacerdote, don Giuseppe Trappolini, anche lui molto malato, che l’accoglie per ascoltare la sua anima, che è pronta per la guarigione interiore. Inizia a staccarsi dalle ‘cose terrene’, è serena e pronta al  ricongiungimento con Dio.

Il melanoma è visto come un dono, un’ opportunità per crescere ed i suoi giorni sono ormai più che mai intrisi di fede, di speranza. Una sofferenza che vive in precedenza della Vera Vita.

Muore all’età di 24 anni, il giorno della memoria liturgica della Madonna del Carmine. Sulla pagina Facebook a lei dedicata  “Carlotta Nobile Testimone di fede” vengono riportati gli ultimi istanti: “Signore, ti ringrazio. Cosa voglio di più. Io sono fortunata”.

Carlotta Nobile è stata dichiarata “Giovane Testimone”, per il Sinodo dei giovani il prossimo ottobre.

Lo è veramente, con la sua vita, con il suo martirio affrontato fino all’ultimo istante abbracciando la croce. Vincendo sulla morte, perché lei, come scriveva era “come un fiume che per immettersi nel mare sceglie sempre la strada più tortuosa, la più lunga. La più difficile. Forse perché in fondo credo che vincere con facilità sia come perdere”.

Foto tratte dal web.

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