Omelia di S. E. Mons. Lino Fumagalli, vescovo di Viterbo, in occasione della solennità del Corpus Domini, giovedì 11 giugno 2020 

Gv 6: “La mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e lo risusciterò nell’ultimo giorno. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me ed io in lui”.

1 Cor 10: “ Il calice della Benedizione che noi benediciamo non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane”.

Il Concilio di Trento dirà che nell’Eucaristia è presente vere, realiter, substantialiter il Signore Gesù. È questa la fede che oggi professiamo solennemente davanti al mondo intero!

Il Concilio Ecumenico Vaticano II afferma che la liturgia, in particolare la Celebrazione eucaristica, è fons et culmen della vita della Chiesa.

– È fonte perché la Chiesa scaturisce dall’Eucaristia, dal sacrificio della Croce, che l’Eucaristia rende presente, dal cuore squarciato di Cristo, dall’acqua e dal sangue che scaturiscono dal cuore del Redentore.

L’Eucaristia fa e plasma la Chiesa, corpo mistico del Cristo, sua continuazione nel tempo e nella storia. La Chiesa ripresenta, rende presente, il gesto di amore di Cristo che ci unisce al Padre e tra di noi e ci rende popolo della nuova Alleanza, strumento di salvezza per il mondo intero. Senza Eucaristia non c’è la Chiesa!

– L’Eucaristia è anche culmen della vita della Chiesa che è chiamata, attraverso l’annuncio, la catechesi, la guida dei fedeli a realizzare il Corpo di Cristo e a fare di ogni credente un sacrificio gradito a Dio.

– La celebrazione dell’Eucaristia ci spinge poi a portare nel mondo quanto abbiamo vissuto nella fede:

L’amore di Dio;
L’unità del genere umano;
La solidarietà vicendevole;
Il cammino verso l’incontro finale con Cristo: finché egli venga.

Papa Benedetto sintetizza tutto questo: «L’Eucaristia è come il cuore pulsante che dà vita a tutto il corpo mistico della Chiesa. Come afferma l’apostolo Paolo: “Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane (1Cor 10, 17). Senza l’Eucaristia la Chiesa semplicemente non esisterebbe. In una cultura sempre più individualistica, l’Eucaristia costituisce una sorta di “antidoto”, che opera nelle menti e nei cuori dei credenti e continuamente semina in essi la logica della comunione, del servizio, della condivisione, insomma, la logica del Vangelo. Come dicevano gli antichi martiri di Abitene: “Sine Dominico non possumus” – senza il Dominicum, cioè senza l’Eucaristia domenicale non possiamo vivere. La comunione con il Corpo di Cristo è farmaco dell’intelligenza e della volontà, per ritrovare il gusto della verità e del bene comune» (Angelus, 26 giugno 2011).

Ripetiamo con i Maritiri di Abitene: Sine Dominico non possumus!.

Chiediamoci in questo giorno particolare: l’Eucaristia è fons et culmen della vita delle nostre Parrocchie?

Spesso i ragazzi e gli adolescenti partecipano agli incontri di catechesi, ma non alla S. Messa domenicale;
Operatori pastorali e anche alcuni catechisti, non sempre li ritroviamo la domenica a Messa;
Confraternite, Pie unioni … attenti e generosi nell’organizzare le feste popolari, non li ritroviamo alla S. Messa domenicale.

Possiamo notare il progressivo diminuire dei partecipanti all’Eucaristia domenicale, soprattutto giovani e adulti di ambo i sessi.

Riflettiamo su questi elementi, operiamo un discernimento comunitario: non c’è bisogno di una pastorale del cambiamento, ma di un cambiamento della Pastorale.

È l’intero impianto pastorale delle nostre Comunità che va rivisto, riorganizzato, riprogrammato e attuato alla luce dell’Eucaristia.

Ritroviamo nella S. Messa domenicale il centro e il sostegno della nostra vita. Condividiamo con Cristo la vita come dono ai fratelli, e impegno, anche nel sociale e nella comunità politica, per un cambiamento di mentalità: dall’io al noi; dal profitto personale al bene comune; dall’autoreferenzialità al dialogo e all’ascolto degli altri; dall’egoismo all’amore.

Questo viviamo nell’Eucaristia, questo testimoniamo e costruiamo nel mondo!

Ci dice don Tonino Bello: “Dall’Eucaristia scaturisce una forza così forte che ci scaraventa fuori, sulle strade del mondo, per andare a portare Gesù Cristo”.

Lasciamoci scaraventare, dopo la celebrazione della Santa Messa, sulle strade del mondo per una nuova evangelizzazione, alba di un mondo nuovo.

Galleria fotografica a cura di Mariella Zadro

Corpus Domini Viterbo

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