Le meditazioni per la Via Crucis del Papa preparate in un carcere di Padova

Hanno raccolto l’invito di Papa Papa Francesco per la Via Crucis 2020 ai tempi del Coronavirus.
Quest’anno le meditazioni  le meditazioni per la Via Crucis del Venerdì Santo celebrata da Papa Francesco sono proposte da reclusi e lavoratori del carcere “Due Palazzi” di Padova. Quest’anno niente Colosseo,niente folla assiepata dietro le transenne. La via della croce il Papa la percorrerà, ficicamente, in solitudine. Ed un segno, un’altro segno in questo tempo segnato dall’epidemia del coronavirus, anche questo servizio alla Chiesa universale che viene da un carcere, da una reclusione vera e prolungata.
La Passione di Gesù Cristo incontra la quotidianità  di 14 persone che il cappellano del carcere, don Marco Pozza e la volontaria Tatiana Mario hanno raccolto. Meditazioni emerse da una cella, da  chi è recluso, chi ha fatto l’esperienza del male, ma anche chi opera nel carcere, o è familiare di un detenuto. Da un universo che non resta dall’altra parte di un portone. Ci sono un giudice di sorveglianza, un agente di polizia penitenziaria,  un sacerdote accusato e poi assolto definitivamente dopo 8 anni di processo ordinario, la figlia di un condannato all’ergastolo, un’educatrice, la mamma di un detenuto,  una catechista,  un frate volontario.  Tutti accompagnano Gesù e la croce, fino al Calvario, dal Getsemani del carcere, dietro le sbarre. Bene e male si intrecciano nel vissuto di esistenze, spezzate fino all’ergastolo, spezzate dal peccato, ma redente dal pentimento, dall’auto di chi opera nel carcere. Tutti abbracciano la croce che salva e dedime, restituisce senso alla vita e al dolore. Perché “Nulla è impossibile a Dio”.
Quattordici voci per quattordici stazioni.

https://www.vaticannews.va/content/dam/lev/via-crucis/pdfhttps://www.vaticannews.va/content/dam/lev/via-crucis/pdf/

Preghiamo
O Dio, Padre onnipotente,
che in Gesù Cristo tuo Figlio
hai assunto le piaghe e i patimenti dell’umanità,
oggi ho il coraggio di supplicarti, come il ladrone pentito:
“Ricordati di me!”
Sto qui, solo davanti a Te, nel buio di questo carcere,
povero, nudo, affamato e disprezzato,
e ti chiedo di versare sulle mie ferite
l’olio del perdono e della consolazione
e il vino d’una fraternità che rinsalda il cuore.
Curami con la tua grazia e insegnami a sperare nella
disperazione.
Mio Signore e mio Dio, io credo, aiutami nella mia
incredulità.
Continua, Padre misericordioso, a confidare in me,
a darmi una sempre nuova opportunità,
ad abbracciarmi nel tuo infinito amore.
Con il tuo aiuto e il dono dello Spirito Santo,
anch’io sarò capace di riconoscerti
e di servirti nei miei fratelli.

I una persona detenuta condannata all’ergastolo
II due genitori ai quali hanno ammazzato una figlia
III una persona detenuta
IV la mamma di una persona detenuta
V una persona detenuta
VI una catechista della parrocchia
VII una persona detenuta
VIII la figlia di un uomo condannato alla pena dell’ergastolo
IX una persona detenuta
X un’educatrice del carcere
XI un sacerdote accusato e poi assolto
XII un magistrato di sorveglianza
XIII un frate volontario
XIV un agente di Polizia Penitenziaria

 

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