Il vescovo Fumagalli apre il giubileo viterbese della Madonna Liberatrice

 

Io sono la porta: se uno entra attraverso me sarà salvato“.

Ci sono queste parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni (Gv ) all’origine della tradizione di iniziare ogni giubileo  con l’apertura di una Porta Santa.

È così per quelli della Chiesa universale, ed è così per quelli delle Chiese locali collegati a particolari episodi della loro storia.

A Viterbo, questo rito di conversione e di memoria, si riapre oggi per il settimo centenario del salvifico intervento di Maria Liberatrice nella notte di pentecoste del 1320, quando la città fu colpita da una terribile tempesta di origine demoniaca, secondo quanto racconta  Feliciano Bussi, nella sua Istoria di Viterbo.

Cuore della celebrazione è la chiesa della Trinità, dove il vescovo Lino Fumagalli officerà questo pomeriggio il solenne rito dell’apertura della Porta Santa.

Fu Maria stessa, secondo il racconto di Bussi, a invitare alla preghiera davanti a una sua immagine nella cappella dedicata a sua madre, sant’Anna, in questa chiesa servita dai padri Agostiniani, e che oggi è il fulcro della devozione   viterbese verso di lei come Madonna Liberatrice.

Per tutto quest’anno numerose iniziative di preghiera e di servizio, oltre a significativi momenti culturali, animeraranno in questa chiesa Santuario la vita della comunità.

Il rito di apertura della Porta Santa fu introdotto oltre un secolo dopo  il primo giubilio proclamato nel 1300 da Bonifacio VIII , al secolo Benedetto Caetani. Lo fece,  come riportato dallo storico viterbese Giovanni Rucellai, che papa Martino V, al secolo Oddone Colonna, nella basilica di San Giovanni in Laterano, cattedrale di Roma e del mondo. Dalla notte di Natale del 1499, sotto il pontificato di Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia,  l’inizio formale dei giubilei universali è sempre stato celebrato con l’apertura della Porta Santa nella basilica di San Pietro in Vaticano, fino al più recente, il giubileo della misericordia  che Papa Francesco volle, con un gesto altamente significativo, aprire l’8 dicembre 2015 a Bangui, la capitale della martoriata Repubblica Centroafricana.

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