Vergine Addolorata, ph Laura ciulli

Sabato Santo, giorno avvolto dal silenzio, ma anche giorno d’attesa.

Maria, la Madre dell’Umanità, è il simbolo e con lei tutte le donne.

Maria Addolorata ai piedi della croce ci aiuta ad entrare in questo Mistero.

“Maria sapeva che suo figlio sarebbe morto, e tutta la vita ha vissuto con l’anima trafitta”, per citare le parole di Papa Francesco in un’ omelia a Santa Marta nel 2013.

Una donna forte, una donna coraggiosa, come in fondo lo sono le donne che danno la vita, le donne che in silenzio lavorano per il bene della famiglia e della società.

 

Maria Addolorata, chiesa di San Giovanni Battista a Viterbo

Perchè in Maria Addolorata si contempla una donna forte, coraggiosa, – come affermato dal Santo Padre – che era lì per dire: “Questo è mio Figlio, non Lo rinnego”.

In questi giorni risuona il canto dello Stabat Mater, il canto del dolore di Maria ai piedi della Croce. Composto  da Jacopone da Todi, musicato da Giovanni Battista Pergolesi che, secondo la tradizione scrisse l’ultima nota della partitura proprio il giorno della sua morte il 17 marzo 1736.

 

Del resto sono le donne che si occupano del corpo di Gesù, con profumi ed essenze. È una donna che riceve il lieto annunzio della risurrezione, della Vittoria contro la morte. Maria di Magdala, infatti, trasmette agli uomini quel messaggio di vita di resurrezione.

“Fascino struggente del Sabato santo, che ti mette nell’ anima brividi di solidarietà – scriveva + don Tonino Bello – con le cose e ti fa chiedere se non abbiano anch’ esse un futuro di speranza!

Gesù morto, Chiesa di San Giovanni Battista a Viterbo

Attesa, silenzio e dolore si intrecciano in questa giornata del Sabato Santo dove Maria è proprio l’icona. Lei che, nonostante l’angoscia e la spada che le ha trafitto il cuore, sente che alla fine la vita non muore.

Lei, la Madre di pietà, sa già che “Nulla è impossibile a Dio”, Lei consolatrice degli afflitti, rifugio dei peccatori, è lì in silenzio accanto al Figlio, accanto all’umanità.

Stabat Mater

Addolorata in pianto,

la Madre sta presso la croce

da cui pende il Figlio.

Immersa in angoscia mortale,

geme nell’intimo del cuore

trafitto da spada.

Quanto grande è il dolore

della benedetta fra le donne,

Madre dell’Unigenito!

Piange la Madre pietosa

contemplando le piaghe

del divino suo Figlio.

Chi può trattenersi dal pianto

davanti alla Madre di Cristo

in tanto tormento?

Chi non può provare dolore

davanti alla madre

che porta la morte del Figlio?

Per i peccati del popolo suo

ella vide Gesù nei tormenti

del duro supplizio.

Per noi ella vede morire

il dolce suo Figlio,

solo, nell’ultima ora.

O Madre, sorgente di amore,

fa’ ch’io viva il tuo martirio,

fa’ ch’io pianga le tue lacrime

Fa’ che arda il mio cuore

nell’amare il Cristo Dio,

per essergli gradito.

Ti prego, Madre santa:

siano impresse nel mio cuore

le piaghe del tuo Figlio.

Uniscimi al tuo dolore

per il Figlio tuo divino

che per me ha voluto patire.

Con te lascia ch’io pianga

il Cristo Crocifisso

finché avrò vita.

Restarti sempre vicino

piangendo sotto la croce:

questo desidero.

O Vergine santa tra le vergini,

non respingere la mia preghiera,

e accogli il mio pianto di figlio.

Fammi portare la morte di Cristo,

partecipare ai suoi patimenti,

adorare le sue piaghe sante.

Ferisci il mio cuore con le sue ferite,

stringimi alla sua croce,

inebriami del suo sangue.

Nel suo ritorno glorioso

rimani, o Madre, al mio fianco,

salvami dall’eterno abbandono.

O Cristo, nell’ora del mio passaggio

fa’ che, per mano a tua Madre,

io giunga alla meta gloriosa.

Quando la morte dissolve il mio corpo,

aprimi, Signore, le porte del cielo,

accoglimi nel tuo regno di gloria.

 

 

Condividi