Il Venerdì Santo ci conduce lungo una via, quella della Croce, che certamente è di fatica e di dolore. Ma pure è di riflessione arricchita da un’ostinata speranza che sostiene la fede e la carità. Sosta e Ripresa ai suoi lettori propone meditazioni sulla Via Crucis della sua fondatrice, Tommasa Alfieri, che si aggiungono a quelle che ogni giorno ci hanno accompagnato in quaresima e ci stanno accompagnando nella Settimana Santa, nella convinzione che possano essere d’aiuto a questa speranza.

Le immagini sono quelle delle formelle della Via Crucis posta nel bosco dell’Eremo di Sant’Antonio alla Palanzana fatte realizzare da Tommasa Alfieri in terracotta.

 

I STAZIONE

Gesù condannato

Signore Gesù, cosa è una condanna! ed una condanna ingiusta!

Questo giudizio che atterra, distrugge: questa condanna che annienta!

Molte volte abbiamo pur noi sentita la condanna degli uomini, abbiamo reagito, ci siamo irrigiditi nell’impeto della ribellione!

Eppure, ingiusta che possa essere, una condanna ad un essere umano, una radice di giustizia in quella condanna c’è sempre. Chi è senza colpa?

Per Te, no! Tu sei la perfezione della Giustizia, della Carità, della Verità e la Tua condanna è stata la perfezione dell’ingiustizia accanita contro di Te.

Eppure Tu che sei stato condannato non ci hai mai condannati ed hai nascosto nel tuo Cuore la nostra ingiustizia. Poi l’hai presa su di Te ed hai subito la condanna al nostro posto.

Se è proprio dell’amore condurre a sostituir­ si all’amato per liberarlo del peso che deve portare, con quanta silenziosa tenerezza Tu l’hai fatto e continui a farlo, Signore?

Amen! Grazie o Signore!

 

DIO NON PUO ESSERE COMPRESO DA CHI NON È PURO DI CUORE

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II Stazione

Gesù caricato della Croce

Signore, c’è peso e peso. C’è    il peso che curva ed il peso che schiaccia.

Tu hai voluto, hai permesso il peso più peso… più il peso è duro più l’amore che lo ha abbracciato è intenso…

Quanta intensità nella Croce!

Eppure noi la guardiamo sulle tue spalle innocenti senza commuoverci… e quando è invece sulle nostre spalle colpevoli la diciamo immeritata e cattiva…

Eppure, per chi l’hai presa, per chi la prendi tu quella Croce? Che mistero di sostituzione, di consumazione essa annuncia!

La croce, conseguenza della Tua condanna, promessa della nostra salvezza!

Amen! Grazie, Signore

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III Stazione

Prima caduta

Tu cadi, è naturale, è logico. La Croce pesa. È più dura delle tue forze. In questo momento la divinità tace, sei un uomo affranto.

Così la senti tutta, la Croce. La senti con la perfezione di sensibilità della tua umanità senza macchia, splendida di luce.

Per questo la assapori fino in fondo e ti pesa e ti butta a terra! Ora devi faticare per   rialzarti.

E tu ti rialzi  perché devi dare a noi che cadiamo spesso senza Croce, la forza di rialzarci!

Amen! Grazie, Signore.

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IV Stazione

Incontro con la SS. Madre

Perché la Madonna viene sulla tua strada? Per dirti che c’è, che se anche Tu non la vedi lei ti vede e ti viene dietro?

Per guardarti, per consolarti, per dirti senza parole che lei    sa    chi sei?

Per dirti che comprende, condivide, compatisce?

Per fare anche la nostra parte, quella che noi tante volte non abbiamo tempo di fare?

Perdonaci, Signore: perdonaci Vergine Santa.

Amen! Grazie, Signore.

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V Stazione

Il Cireneo

Un aiuto per non morire prima ed arrivare a consumare la condanna.

Un aiuto imposto, senza offerta: di spalla, non di cuore.

E pure l’hai accolto per poter dare, trasmettere, illuminare.

Forse il Cireneo avrà sentito il palpito del Tuo cuore arrivare alla spalla.

Come sarà diventato dentro quando ti ha lasciato?

Così fai con noi quando in qualche modo cerchiamo di aiutarti nei nostri fratelli.

Amen! Grazie, Signore.

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VI Stazione

La Veronica

È dentro che grondi sangue, ma è fuori che lo si vede. Quello di dentro chi te lo asciuga?

Per quello di fuori ti si avvicina un’anima pietosa e commossa. Tu accogli il suo gesto, pur incredibilmente sproporzionato al Tuo dolore.

Però ti offre il suo cuore, certo. Perché altrimenti la Veronica non sarebbe uscita di tra la folla e non ti avrebbe raggiunto.

Ti ama ed ha coraggio.

Signore, noi siamo vili. Dacci il coraggio dell’Amore.

Amen! Grazie, Signore.

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VII Stazione

Seconda caduta

Cadi un’altra volta. La fatica incalza, ma Tu sotto la Croce respiri ancora.

Puoi   rialzarti: non è ancora il tempo di fermarsi, c’è ancora respiro.

Così Tu ci dai la forza per non fermarci, neanche un giorno, neanche un’ora.

C’è     tanto ancora da riparare per noi, per altri…

Amen! Grazie, Signore.

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VIII Stazione

Le pie donne

Vengono anch’esse. Più per esse che per Te. Per chiederti l’ultimo sguardo che sostiene e conferma; l’ultima parola che conforta le loro lagrime, fatte di tante ragioni.

E Tu le richiami all’ultimo pianto che valga. Al pentimento puro che ha una sola ragione: non averti a tempo totalmente seguito. E così le chiami a capire. Come fai con noi.

Amen! Grazie, Signore.

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IX Stazione

Terza caduta

Signore, quanto è lunga la strada! Quanto è dura! Ma bisogna arrivare. E tu ti rialzi e non ti fermi.

Signore donaci la costanza dell’Amore. Quando tutto ci arresterebbe, l’amore continua e fa gli ultimi passi. I più duri, ma sono quelli che contano.

Amen! Grazie, Signore.

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X Stazione

Gesù è spogliato

Ti levano tutto, Signore. E Tu lasci fare. L’offesa non ha limiti e non rispetta nulla. E Tu lasci fare.

Insegnaci ad accogliere ciò che non vorremmo: insegnaci l’umiltà vera, quella che costa, quella che ci aiuta a lasciarci spogliare, a spogliarci di noi. In silenzio, senza protesta.

Amen!

Grazie, Signore.

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XI Stazione

Inchiodato sulla Croce

Ti hanno teso a terra e ti hanno inchiodato sulla Croce. Per Te non v’è nessuna pietà: i chiodi vanno dentro la Tua carne benedetta.

O Signore, dacci di esserTi vicino: di piangere, di consolarTi, di ringraziarTi. Dacci di ricordarci della Croce tante volte al giorno, di fare tante volte al giorno il segno della Croce. Di fuori e di dentro: per essere con Te che l’hai voluta.

Amen! Grazie, Signore.

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XIII Stazione

È deposto

Sei morto: t’hanno squarciato il costato e ne è uscito sangue ed acqua… Sei morto: la Croce non serve più: e ti calano da essa e ti depongono sulle braccia di Tua Madre.

Dacci di aprire con Maria SS.ma le braccia per accoglierti: Lei non può pentirsi, il Suo è un abbraccio di dolore e di amore, non di rimorso. Per noi invece sì, sul Tuo corpo straziato per noi.

Facci fare un atto di dolore puro, totale, profondo che ci faccia nuovi.

Amen! Grazie, Signore.

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XIV Stazione

Gesù posto nel Sepolcro

Ora tutto di fuori è finito; e tutto   invece comincia.

La Vita sta per sbocciare sotterra. Fra poco risorgerà

Insegnaci, Signore, la Vita sotterra. La vita del grano che muore e sboccia; che marcisce e si trasforma.

Deve essere la nostra Vita: la nostra vita quotidiana nel servizio.

La vita sotterra che ha il sorriso della Resurrezione.

Amen! Grazie, Signore.

 

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