Il 2 settembre per le vie del centro di Viterbo sfila il Cuore di Rosa, la piccola santa canonizzata a furor di popolo, accompagnato dal Corteo storico.
Una giovane ragazza, di cagionevole salute che percorreva Viterbo con una Croce in mano, mossa dal dovere cristiano, ma anche civile, invitando tutti a lasciarsi toccare dall’amore di Dio.

Il suo corpo, tuttora perfettamente conservato, è in un’urna nella basilica-santuario a Lei dedicata.
Un miracolo, come è che ancora riesce a scuotere gli animi, ancora riesce a diffondere il suo messaggio d’amore verso il prossimo, i bisognosi.

È il suo cuore che parla a tutti noi, racchiuso in un prezioso reliquiario d’oro, accanto all’urna. È al suo cuore che si rivolgono migliaia di devoti da tutto il mondo, per ottenere la sua mediazione nelle situazioni della loro vita.
Accanto alla sua urna c’è sempre un cestino con biglietti e foto che le Suore Alcantarine mettono ai piedi della nostra Patrona.
Nel novembre del 1921 papa Benedetto XV ordinò che venisse effettuata una ricognizione del corpo della Santa, conservato in un’urna d’argento in metallo dorato.
Il Papa, infatti, temeva che l’afflusso dei pellegrini che toccavano e baciavano la mano della Santa, potesse danneggiare il prezioso corpo. Proprio in quell’occasione il corpo di Rosa, venne misurato nella lunghezza, che risultò essere di metri 1,295 e nel peso di kg. 5,180. Insieme al Cuore, venne portato in processione per le vie della città, il 13 novembre 1921.
Durante la ricognizione medica, oltre al cuore incorrotto,vennero rinvenuti nello stomaco della Santa alcuni acini d’uva che le Monache costruiscono tutt’ora gelosamente come reliquie. Era infatti tradizione dell’epoca che l’uva del tempo della vendemmia, venisse conservata essiccata in inverno.

È probabile che quelli trovati nella ricognizione siano stati offerti alla piccola Rosa dai genitori negli ultimi istanti di vita per lenire l’arsura della figlia morente.

L’attuale reliquiario che conserva questo cuore incorrotto fu Donato da papa Pio XI, quando Armida Barelli presidente dell’Azione Cattolica femminile chiese ed ottenne che Santa Rosa fosse nominata dal Pontefice patrona della Gioventù femminile.
L’equipe medica guidata dal dottor Pietro Neri riscontrò, quindi,
dopo 7 secoli la miracolosa conservazione del corpo di Rosa.
Il suo Cuore è stato venerato da molti Papi: da Alessandro IV, fino a Papa Giovanni Paolo II.
22 Pontefici sono venuti nel Capoluogo della Tuscia a pregarLa.
Era, infatti, il 27 maggio quando Karol Wojtyla, fece sosta presso l’urna della Santa, nella sua visita pastorale. Per l’occasione, firmò una pergamena che la madre abbadessa aveva preparato in ricordo della sua visita.


Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”

