Ecco di seguito altre due poesie del Concorso d Poesia Religiosa “Meco della Palanzaba a Castel d’Asso”.
POESIA 2019, di Bruno Napoli
Il cielo è dorato l ‘aria è dorata
l’infinito è li e lo vedo attraverso la luce
è racchiuso in una forma che lo fa librare verso i quattro angoli del mondo
Si contemplano tre persone che non si fanno compagnia,
sono uno nell’ altro, vivono ognuno nell‘altro,
sono accoglienza l ‘uno per l’altro
si donano reciprocamente,
si consegnano l’uno all‘altro.
Lo spirito è la volontà del padre di essere amore
Il figlio è accoglienza e dono
Il padre è nel figlio e si specchia nello spirito;
vivono nella reciproca relazione di amore, cosi potente, che si spande per ogni dove.
Lo scettro è esile e sta nella mano sinistra perché la destra è pronta ad accogliere
è il simbolo del regn,
un regno che non ha tramonto e che si svela nei cuori che lo accolgono.
Sono seduti e attendono
che ogni mano guidata dal suo cuore, prenda il dono racchiuso nel calice
che in una spirale converge i loro sguardi.
Ma in quegli sguardi vi è mestizia e pietà, è il già e non ancora,
ogni sofferenza vi è compresa e assorbita.
La vita viene dalla morte, e la vita in noi è la morte dell’ uomo vecchio
Ma questa morte è dolore, dato dalla legge del peccato e del non –amore che pure è in noi.
Così non vediamo che anche l ‘amore non può essere disgiunto dal dolore.
Ma guardando loro, tutto cambia.
Seduti insieme su un umile trono che è il simbolo dell ottavo giorno, il giorno della resurrezione,
come per alzarsi verso di noi,
ci mostrano che dobbiamo risorgere ad una nuova vita, ad una nuovo paradigma:
se non faccio morire il declinare dell‘ego, non potrò mai arrivare alla declinazione del noi .
Il noi ci aspetta ci invita ci accoglie,
nello sfondo, la nuova terra che ci attende
l albero della vita al centro, il monte altissimo verso cui si protende, e la casa,
la Gerusalemme celeste, con porte e finestre sempre aperte-
Tutto qui è racchiuso e compreso
Amen
(Ispirata all’ icona della SS.Trinità di A.Rublev – 1422 c.a)
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SPIRITO DI Amore, di Daniele Purchiaroni
C’è una colomba che scende giù dal cielo,
cosa faccia con andare leggero
sopra una terra coperta dal gelo,
nessuno lo sa per davvero.
Forse cerca solo un cuore sincero,
forse solo un animo dal grande zelo.
Così che in questo mondo di schemi prigioniero
Possa di tristezza togliere il velo.
Quando ella passa le armi tacciono,
il rancore superato sparisce,
legami spezzati si riallacciano.
Quando ella passa l’odio finisce,
dei nuovi orizzonti si affacciano
ed alla fine… l’amore fiorisce.
