Oggi  la Chiesa  ricorda l’apparizione della Madonna a Bernadette Soubirous, avvenuta l’11 febbraio 1858 nella grotta di Lourdes.

Il parroco Don Emanuele Germani, il diacono Giancarlo Palazzi, l’accolito Marco

 Nella chiesa dei santi martiri Valentino ed Ilario, a Viterbo, il parroco don Emanuele Germani, coadiuvato dal diacono Don Giancarlo Palazzi e l’accolito Marco,  ha benedetto una statua raffigurante la Madonna.

 

Una pregevole immagine dell’Ottocento donata alla Parrocchia di Villanova, dalla famiglia Mortali Antonio e Maria, benedetta per onorarla in tutte le celebrazioni.

Don Emanuele Germani benedice la statua della Madonna

Suggestiva la celebrazione, in un giorno in cui si è stata istituita anche la Giornata mondiale del malato, da papa Giovanni Paolo II, don Emanuele ha sottolineato il ruolo di Maria, venerata sotto tanti titoli ed in diversi giorni dell’anno.

“Qualunque cosa il Signore ci dica, facciamola , prendiamo sul serio la sua Parola – ha evidenziato don Emanuele nell’omelia –  leggiamo la Liturgia, suo Figlio è la nostra gioia, è  qualcosa di sublime che da gioia. Siamo servi inutili di fronte al Signore, al Maestro, a cui arriviamo attraverso la Madonna. “Fate quello che vi dirà, proprio come Lei ha detto ai servi nelle nozze di Cana”.

A 140 anni dalla morte di Bernadette, la sua figura è una guida per l’Umanità in cammino. La sua è “una vita nella speranza dell’Eternità, praticando le virtù, offerte al Signore – prosegue don Emanuele Germani – con amore per Bernadette ha avuto dopo una vita ancora più travagliata, pene che ha offerto al Signore, con amore, per Gesù solo come fine, come amico, come Lo considerava.
Lei malata si è fatta solidale per i malati. Ha rifiutato il piedistallo, la notorietà, tanto da considerarsi “La scopa di cui la Vergine si è servita…dietro la porta, è il mio posto e ci resto”.

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