Quando il social diventa strumento di vicinanza nell’emergenza rischio contagio da Coronavirus
In questi giorni segnati dalla dura prova dell’emergenza Coronavirus, i sacerdoti stanno facendo sentire la loro vicinanza forte e concreta ai loro parrocchiani.
Un dialogo via social, in questo tempo di deserto, in cui i contatti fisici  in cui abbiamo pochi contatti fisici – scrive sono limitati dal rischio di contagio Covid-19. Una comunione di preghiera della grande famiglia della Chiesa.
Ecco, di seguito, il testo del videomessaggio di Don Flavio Valeri parroco della chiesa del sacro Cuore al pilastro a Viterbo e cappellano della Questura ai suoi parrocchiani. (Laura Ciulli).
Don Flavio Valeri
“Ciao a tutti. Sono qui in Chiesa, per un momento di adorazione eucaristica, di preghiera silenziosa e di adorazione in attesa, poi,  di impartire come ogni sera alle 19:30, la Benedizione eucaristica a tutta la comunità parrocchiale.
 Volevo dirvi che vi porto nel cuore in questa preghiera, con la quale entro ed entriamo nella grande Settimana, che ci prepara a celebrare la Pasqua, dopo aver condiviso la passione e la morte del Signore.
 Come vedrete, sulla pagina Facebook della parrocchia, abbiamo preferito questa volta postare il messaggio del Vescovo, il suo invito come pastore della nostra Chiesa, a vivere questi giorni santi con lo spirito della fede, della solidarietà, della condivisione.
 Noi ci sentiremo a Pasqua, per farvi i più cari auguri, ma già questa sera voglio darvi a nome di noi sacerdoti della parrocchia, l’affetto la comprensione per questo momento difficile soprattutto in questi giorni che stiamo vivendo.
 È la prima volta nella storia della chiesa che la Pasqua viene celebrata in modo così anomalo, ma non in modo meno efficace, perché questa situazione difficile ci rende ancora più partecipi della Passione e della Morte del Signore, per gustare ancora di più, in comunione con Lui e con tutta la Chiesa,  la gioia della risurrezione.
 Coraggio, preghiamo a vicenda. Entriamo in questi giorni, con la gioia di essere discepoli del Signore. Portiamo con Cristo la croce, per condividere con Lui, anche la gloria della resurrezionem
 A nome mio, di Don Pierpaolo e di don Enzo, il nostro affettuoso saluto, la nostra il nostro abbraccio e la nostra paterna benedizione”.
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