Celebrata a Montefiascone, la 37esima edizione della Festa del Donatore Avis.

Domenica 19 agosto, don  Luciano Trapè, parroco della bellissima chiesa medioevale di San Flaviano Martire sulla via Francigena, officia la S. Messa dei donatori.

Don Luciano Trapè

Nell’omelia don Trapè,  già donatore Avis per molti anni, risalta l’importante ruolo di questa associazione.

“Il Pane ed il Sangue, cibo di Vita Eterna,  ci fanno sentire vivi come Dio, ed il vostro è un donarsi,  dare qualcosa di prezioso. È salvezza che Dio ha dato, come chi dona a chi ha carenza, è alienarsi, per far vivere l’altro. Papa  Francesco ha detto: ‘È bene  non dare il male, ma è male non dare il bene.’

Io vi dico che è bene non spargere sangue, ma è male non donarlo”. 

Don Luciano Trapè saluta il presidente Avis Montefiascone, Mauro Marinelli

Toccante la Preghiera del Donatore Avis, scritta da Papa Giovanni XXXII, recitata a memoria, dal presidente Avis Montefiascone, Mauro Marinelli.

“Rendi, o Signore, la nostra vita feconda di bene per noi, per i nostri cari, per gli ammalati”, è scritto in un passaggio nella preghiera, come è da 37 anni per i donatori di Montefiascone.

Era, infatti, marzo del 1959, quando l’allora Papa, Giovanni XXIII accoglieva in San Pietro i 5000 Donatori dell’ Avis che con le loro bandiere avevano invaso la Basilica e la piazza. In quella occasione il Papa  donava al presidente dell’Avis nazionale e suo fondatore, Vittorio Formentano, una bellissima preghiera, diventata nota come “La preghiera del Donatore”.

Preghiera del Donatore di Papa Giovanni XXIII. Foto tratta dal web

 

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