LA FESTIVITÀ DELLA SANTISSIMA TRINITÀ
La Chiesa celebra oggi la festività della Santissima Trinità, forse l’occasione più significativa per contemprare il mistero dell’amore e della comunione. Perché l’unica sostanza di Dio espressa in tre Persone, Padre, Figlio e Spirito Santo, secondo la tradizionale e tuttora insuperata definizione teologica, proprio questo è: amore e comunione.
Questo trasmette a noi, umanità pellegrina, con questo ci accompagna, questo dono che possiamo sperimentare nella nostra vita ci trasmette.
Della certezza data dalla fede che il creatore di tutto non è chiuso in se stesso, in una solitudine distante da noi, Sosta e Ripresa vuole parlare ai propri lettori scegliendo la più domestica, la più familiare delle esperienze di vita cristiana che a tutti è offerta, la partecipazione alla Messa in una parrocchia.

Lo fa riportando stralci significativi dell’omelia di don Emanuele Germani, parroco della chiesa dedicata ai Santi Valentino ed Ilario, i martiri che hanno portato il cristianesimo nelle terre in cui oggi sorge Viterbo.

Quello Trinitario è «un mistero unico d’amore e sembra difficile anche parlarne», ha detto il celebrante, Certo, è difficile parlare di Dio se per parlare intendiamo spiegare, è persino impossibile «aprire una finestra sul mistero con strumenti che la nostra ragione non possiede». Ma pure «il mondo può parlare di Dio, perché il creato parla del Creatore».
Ci sono nella vita degli uomini momenti ed esperienze che questa possibilità di accostarsi al mistero spiegano come significative allegorie: «Proviamo ad immaginare un bimbo nel grembo della mamma – ha detto don Emanuele -.
La sente, la percepisce, ma non la conosce. Questa è la nostra condizione, siamo immersi nel cuore di Dio, lo conosciamo per poco mentre “viviamo in un mondo imperfetto”, come scriveva San Paolo. Sia questo tempo della della nostra a vita occasione per accostarci sempre di più a questo mistero. Perchè è questa la progressione della fede cristiana. La Scrittura ci aiuta, Filippo chiede a Gesù di vedere il Padre e Gesù gli risponde: “Chi ha visto me, ha visto il Padre”. Immaginare Dio è vederlo nel cuore del Figlio. È amore infinito».
La festa di oggi ci ricorda come quando ci poniamo in preghiera ci rivolgiamo «all’amore di Dio trinitario, celebriamo l’amore tra il Padre che ci ha creati, il Figlio rigenerati e redenti nella fede e lo Spirito che santifica. Ma come si manifesta la SS. Ma Trinità? In un’immagine della Famiglia con tre persone che si vogliono bene. È come una famiglia con tre persone che si vogliono bene, dove si vive l’amore. Noi questa condizione la viviamo con la nostra fragilità. Dobbiamo rivederla nelle nostre abitudini, nelle nostre famiglie. Lo Spirito Santo si deve rispecchiare nelle nostre famiglie. È il sogno di Dio per noi. Non siamo nella dimensione giusta quando non c’è l’amore, quando qualcosa non va per varie vicissitudini e proviamo rancore. Non si sta bene, non si vive bene con incomprensioni e litigi, è mancanza di amore».
Per noi esseri umani l’amore è un cantiere da tenere sempre aperto, un lavoro continuo, magari fatto ascoltando la lezione di quanti sono chiamati ad aiutarci in questo impegno. In proposito, don Emanuele Germani ha ricordato che «Lorenzo Chiarinell, grande pastore e profondo teologo che è stato nostro vescovo, a proposito dell’amore diceva che “noi cristiani non nasciamo con l’amore”. Un bimbo appena nato, piange quando ha fame, non pensa di dar fastidio ai genitori di notte. Noi nasciamo con l’egoismo e all’amore dobbiamo educarci, crescere nell’amore. Il modello, il maestro per eccellenza è Gesù amore, Gesù perdono per i nemici, per tutti. La regola infinita». E dunque «impegniamoci a far crescere questo amore nella nostra vita”.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
