“Presentare il deposito della fede, permettere di presentare meglio il mistero cristiano, conoscere di più perché più si conosce più si ama”. Questo secondo il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli, è lo scopo e il senso del catechismo della Chiesa, sul quale c’è stato sabato scorso a Viterbo un approfondimento di alto livello.

L’occasione è stata la riflessione, appunto a Viterbo, sul volume “23 cardinali commentano il Catechismo della Chiesa Cattolica”, in un’iniziativa organizzata da Res Magnae, Fondazione Giovanni Paolo II, delle quali è esponente di spicco il curatore del libro, Marco Italiano, e sezione viterbese del Serra International Club, rappresentata dalla vicepresidente Beatrice Valiserra Pazzaglia.

Con monsignor Fumagalli, che ha incentrato il suo intervento sul triplice schema che ispira il catechismo stesso – la fede professata e quindi il Credo che la sintetizza; la fede celebrata cioè la Liturgia; la fede vissuta con l’adesione ai cosiddetti comandamenti; la fede pregata espressa soprattutto nel Padre Nostro – sono stati relatori il cardinale Francesco Monterisi e, in collegamento streaming, il cardinale Angelo Bagnasco.

Emanuele Germani

Sempre in streaming l’incontro è stato trasmesso in diretta dalla struttura per le comunicazioni della diocesi viterbese, coordinata da don Emanuele Germani.

Dopo una breve introduzione di Italiano sul percorso del libro, uscito nel 2015 e arricchito da una la prefazione del cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, e dal testo di una conferenza nel 2002 dell’allora cardinale Joseph Ratzinger, agli intervenuti si è rivolto con un video messaggio il patriarca di Gerusalemme dei Latini Pierbattista Pizzaballa. Questi ha sottolineato, in particolare, che “il catechismo non ha mai convertito nessuno ma è una forma che ci aiuta a vivere in maniera adeguata, a tradurre nella pratica la nostra fede e a illuminare le nostre relazioni”.

Viterbo

Il cardinale Monterisi, delineando il catechismo come guida ai comportamenti nel tempo odierno, si è concentrato soprattutto sull’ottavo comandamento, cioè sul il senso della verità, della sincerità, dell’adeguatezza alla realtà: “Non c’è possibilità di vita autentica – ha detto – se non c’è sincerità. Non è più tempo di avere cristiani a mezzo servizio”Viterbo

Il cardinale Bagnasco ha tracciato l’intervento conclusivo su cinque considerazioni: “Il catechismo è una questione d’amore, traduce l’esperienza quotidiana”; “Io, noi conosciamo il pensiero di Cristo”; “Il mandato di Gesù agli Apostoli: andate ovunque e insegnate ciò che io ho detto”; “L’insegnare, il tramandare il mistero di Gesù è un atto di amore agli uomini”, è dialogare col mondo: “Accostare il catechismo per la Chiesa cattolica non è accostare un libro. ma accostare Cristo”, dilatare quel primo incontro con lui, quella misteriosa attrattiva che non si può spiegare, ma si può avvertire.

Viterbo

 

Notizie fornite da Beatrice Valiserra Pazzaglia

Galleria fotografica a cura di Mariella Zadro

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