Importanti iniziative a Viterbo

Nel frastuono mediatico, spesso feroce, che in Italia accompagna il fenomeno epocale delle migrazioni, si segnalano per fortuna iniziative positive di contrasto di una mentalità    crescente di rifiuto e di esclusione, cavalcata se non vergognosamente indotta da forze politiche becere e da interessi inconfessabili.

Scriveva Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del 2019 che “Le società economicamente più avanzate sviluppano al proprio interno la tendenza a un accentuato individualismo che, unito alla mentalità utilitaristica e moltiplicato dalla rete mediatica, produce la globalizzazione dell’indifferenza. In questo scenario, i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le vittime della tratta sono diventati emblema dell’esclusione perché, oltre ai disagi che la loro condizione di per sé comporta, sono spesso caricati di un giudizio negativo che li considera come causa dei mali sociali”.

Tra i modi di opporsi a qesta deriva trova spazio, nella Tuscia, la decisione della diocesi di Viterbo non solo di mobilitare le parrocchie e la Caritas, ma di mettere a disposizione terreni da destinare a strutture di accoglienza e sostegno per le persone in maggiore difficoltà, compresi quanti con le scelte prese dal precednte governo  sono stati di fatto privati di protezione umanitaria.

E ci sono altri passi che testimoniano la determinazione di tanti laici che singolarmente o in modo associativo questa strada di civiltà non cessano di percorrere o addirittura di tracciare dove ciò si renda necessario.

In questo, tra gli altri esempi, è impegnata nell’assistenza ai lavoratori stranieri  l’Unione Generale del lavoro (UGL) del Lazio.

Recentemente a Viterbo è stato sottoscritto con il questore  Massimo Macera e con Sandro Lanzi, funzionario dell’ufficio immigrazionedella polizia di Stato, un protocollo d’intesa dedicato al sostegno di nuove modalità di relazioni, allo scopo di fornire informazioni ed assistenza ai cittadini stranieri, comunitari e non, presenti sul territorio per lo svolgimento delle pratiche amministrative.

Si tratta di un protocollo che si allaccia ad un primo protocollo, già sottoscritto in passato e riconfermato lo scorso anno con i patronati di CGIL, CISL e UIL e tutte quelle realtà provinciali che si interessano dei richiedenti la protezione internazionale (prima e seconda accoglienza ovvero C.A.S. e SI.PRO.I.MI).

L’ufficio immigrazione è infatti molto attivo nel territorio della Tuscia anche per le procedure per il rilascio il rinnovo di permessi e carte di soggiorno ai cittadini stranieri.

Si mettono in pratica, così, i principi di cooperazione a sostegno delle esigenze di quei cittadini stranieri destinatari di provvedimenti emessi dall’autorità di pubblica sicurezza e ha finalità di interesse generale.

Lo scopo è quello di favorire la collaborazione, il dialogo tra la comunità degli stranieri e l’amministrazione pubblica.

Al protocollo, firmato anche da Massimo Basili, responsabile dell’UGL Viterbo, aderisce la struttura territoria del Sindacato Emigrati Immigrati appunto della UGL (SEI-UGL), guidata da Rosalia Mieses, che si occuperà di agevolare le istanze riguardanti il rilascio del titolo di soggiorno in favore dei cittadini immigrati, sempre più numerosi nel territorio viterbese.

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