Il fuoco comune

Camino del fuoco comune: lo hanno chiamato sempre così. Qui si veniva, si viene a scaldarsi insieme quando il freddo è acuto e la montagna alle spalle si staglia sul cielo, con rilievo netto.  Perché tanto tempo da scaldarsi da soli non c’è. Chi a una mansione chi ad un’altra si è sparpagliati di qua e di là e ci si scalda muovendosi.

Ma viene il momento, a sera soprattutto, che ci si trova riuniti intorno al ceppo, ben bruciante, che crepita e non solo fa caldo ma fa pure luce, guizzante e rossastra. Se poi c’è l’ospite, è un rito di amicizia essere con lui a scaldarsi.

Camino di pietra, fuoco di legna, quando fa freddo. Ma più in là, passato il corridoio, c’è il vero Fuoco Comune. Là sì che la Comunità va anche quando fa caldo ed il camino per vari mesi è spento ed inutilizzato. Nostro Signore Gesù Cristo, Fuoco Comune!

Intorno a Lui, nel Tabernacolo, a scaldarsi. Perché di quel Fuoco divino si ha bisogno tutti, sempre, nelle varie stagioni dell’anno, quelle aride e quelle gelide, quelle luminose e quelle buie, quelle gioiose e quelle tristi. Sia che la montagna alle spalle appaia brulla, con gli alberi scheletrici, sia che abbia tutti i toni del verde dei castani, delle querce, dei lecci.

Al Fuoco Comune! Insieme ed ognuno con il suo tipo di freddo ed il suo desiderio di maggiore Vita, maggiore Fiamma, maggiore Luce.

Davanti al Tabernacolo! Intorno a Chi ha detto: “Io sono venuto a portare il Fuoco sulla terra”.

Ecco che suona la campanella: è ora di andare dal camino alla Chiesa. Sarà fredda… qui si stava così caldi!

Ma no! Quello è un altro tipo di Fuoco: arriva fino alcuore! E poi è Lui che mette tutta la legna…

Quanto sei sempre buono, Signore!

(Uno sguardo che accarezza la memoria. Dagli scritti di Tommasa Alfieri. Ed. Amici della Familia Christi 2010 Viterbo pag. 73).

(Continua)

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