Rosa da Viterbo, diventata Santa a furor di popolo, dopo 768 anni dal dies natali, tocca ancora i cuori.

Viterbo ama, custodisce, venera la sua piccola grande santa. Un legame unico ed indissolubile, che si rinnova specialmente nel settembre viterbese, quando come si suol dire, #semotuttidensentimento.

Cuore, motore umano del cammino spirituale di una giovinetta di appena 18 anni, che svolge nella sua città e nei paesi limitrofi una straordinaria missione religiosa, di annuncio del Vangelo, di aiuto verso i poveri.

Il suo corpo ancora oggi perfettamente conservato si conservain un’urna, nella basilica santuario a Lei dedicata.

Proprio sulla sinistra dell’urna dentro una nicchia si trova un prezioso reliquiario d’oro che racchiude il cuore di Santa Rosa.
È meta di continui pellegrinaggi di devoti che giungono da ogni parte del mondo.

Già nel novembre del 1921 papa Benedetto XV ordina che venga effettuata una ricognizione del corpo della Santa, conservato in un’urna d’argento in metallo dorato.
Il Papa, infatti, teme che l’afflusso dei pellegrini che potevano toccare e baciare la mano della Santa, possa danneggiare il prezioso corpo.
L’equipe medica vietata dal dottor Pietro Neri procede quindi alla ricognizione.
Dopo 7 secoli i periti riscontrano la miracolosa conservazione del corpo di Rosa. Il cuore viene trovato intatto, ed addirittura nello stomaco vengono rinvenuti alcuni acini d’uva, che vengono ancora custoditi gelosamente come reliquie dalle monache.

Non appena papa Benedetto XV viene a sapere che il cuore della santa è intatto, dona un prezioso reliquiario, dove
esporlo alla venerazione dei fedeli.
Non è quello portato in processione il 2 settembre, ma il reliquiario donato da papa Pio XI, quando Armida Barelli la presidente dell’associazione cattolica femminile ottiene che Santarosa venga nominata dal Pontefice patrona della Gioventù Femminile.

Questo piccolo cuore ogni anno viene portato in processione dai facchini di Santa Rosa, accompagnato da un suggestivo corteo storico che rappresenta oltre al Priore, al Consiglio, i Nobili le Arti e i Mestieri tutta la cittadinanza.

Tutto è documentato da due pergamene che si trovano nel monastero di Santa Rosa risalenti al 1512, dove tra l’altro è riportato anche che il Comune di Viterbo si impegna con giuramento a partecipare al completo alla processione offrendo alla chiesa di Santa Rosa delle candele tre volte all’anno: per Santa Chiara, per la Purificazione e per Santa Rosa.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
