Don Alfredo Cento

Riceviamo dal cav. Maurizio Pinna dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme – Delegazione di Viterbo

Sabato 13 novembre u.s. i Cavalieri e le Dame dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme si sono ritrovati presso la chiesa di San Silvestro, sede della Delegazione di Viterbo, per la celebrazione della santa Messa e la commemorazione di quanti, nella Delegazione stessa, sono tornati alla casa del Padre celeste nel corso degli anni.

La celebrazione, officiata dal confratello Comm. Don Alfredo Cento, è stata preceduta dalla presentazione, da parte del Delegato Gr. Uff. Antonio Cianchi, dei neo Cavalieri e Dame che hanno ricevuto l’investitura nei giorni 22 e 23 ottobre, presso la Basilica di Sant’Agostino in Rieti, con rito solenne celebrato dal nostro Vescovo, Priore della Sezione Lazio, S.E. Gr. Uff. Mons. Lino Fumagalli e dal Gran Maestro dell’Ordine, S. Eminenza il Cardinale Fernando Filoni.

neo Cavalieri e Dame Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme
neo Cavalieri e Dame Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme

Questi i nomi dei nuovi appartenenti all’Ordine: Dama Fagiolino Giulia; Cav. Brachetta Riccardo; Cav. Fagiolino Lorenzo; Cav. Gnoni Massimiliano; Cav. Laureti Lucio; Cav. Ravaioli Michele; Cav. Sassara Emanuele; Cav. Serafini Sebastian; Cav. Zezza Matteo.

Prof. Luciano Osbat
Prof. Luciano Osbat

Ne è seguito un approfondimento formativo curato dal Prof. Luciano Osbat, Direttore Scientifico del Centro Diocesano di Documentazione (Ce.Di.Do.) sul tema “Confraternite, arti e ordini, a Viterbo in età medievale e contemporanea”.
Sessanta minuti di intensa attenzione, resa ancor più suggestiva dalla presenza, accanto all’altare, di alcuni Stendardi di Confraternite del viterbese scortati dai loro rispettivi Priori. Il relatore ha sapientemente tratteggiato, con dovizia di particolari e di richiami, confrontandosi sempre con l’attualità, le innumerevoli funzioni svolte dalle Confraternite; di quanto esse erano capaci di offrire, in concreto, alle persone nei vari ambiti della società del tempo, non altrimenti disponibili. Settori che nei giorni nostri, dati per scontati, sono gestiti direttamente dallo Stato attraverso la sanità, i servizi sociali, i settori assistenziali per l’individuo e la famiglia. Ma un altro importante motivo che spingeva i fedeli ad essere attenti/previdenti alla loro condizione “post mortem”, anziché al transitorio presente, era dato da una sorta di catena di preghiere che le Confraternite assicuravano ai loro defunti affinché potessero essere aiutati ad accelerare il transito delle anime dal purgatorio al sospirato paradiso.
Al termine della relazione, ha preceduto la celebrazione della Santa Messa, l’inaugurazione di una campanella d’ingresso dei celebranti in chiesa dalla sacrestia; la sua installazione, mancante nella Chiesa di S. Silvestro, è stata frutto di un lungo iter procedurale con la Soprintendenza per I Beni Ambientali e Architettonici del Lazio per ottenerne le necessarie autorizzazioni.

Don Alfredo Cento
Don Alfredo Cento

A Don Alfredo, quindi, l’onore e il compito di farla suonare per primo e spiegare le tre motivazioni per cui l’inizio della santa messa è annunciato e preceduto dai rintocchi di questa campanella: annunciare ai fedeli l’ingresso del celebrante; annunciare l’inizio della santa messa richiamando i fedeli presenti alla massima concentrazione; riunire intorno all’altare le anime dei santi del paradiso affinché, con la Vergine Maria, preghino per intercedere per le anime dei defunti che, per i peccati commessi durante la vita terrena, aspettano ancora di lasciare il purgatorio ed essere chiamati dal Signore per raggiungere il paradiso. Ecco così che, nello specifico, si ripercorre una delle motivazioni che nel medioevo richiamava tantissimi fedeli nelle Confraternite.

Infatti, ciascuno di essi, per garantirsi, dopo la propria morte, le preghiere in suffragio dell’anima, in vita pregava per i defunti, sicuro che da morto avrebbe ottenuto lo stesso privilegio dal comportamento dei Confratelli con il fine ultimo di una più veloce remissione dei peccati.

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