In occasione della processione del Cuore di Santa Rosa, il discorso di Sua Eccellenza Monsignor Lino Fumagalli, vescovo di Viterbo:

Annualmente la Processione del Cuore di Santa Rosa ci permette di far nostro, nella vita quotidiana, l’amore di Santa Rosa per la Chiesa e la Comunità civile di Viterbo – ha esordito il Vescovo Lino – Lei giovane, donna, non colta e per giunta malata, sente il dovere cristiano e civile di impegnarsi per la propria Comunità: percorre Viterbo con la Croce in mano invitando tutti a lasciarsi raggiungere dall’Amore di Dio e impegnarsi in una vita cristiana esemplare;  aiuta con il poco che ha i più poveri, condivide con loro il pane quotidiano, sfidando i rimproveri del padre; il suo esempio stimola i Viterbesi ad opporsi alle truppe di Federico II e a ritrovare una rinnovata libertà.

 Oggi Rosa ci dice: “Amate la vostra Chiesa, la vostra Parrocchia, la vostra Città”.

Amate la vostra Comunità parrocchiale, siate attivi e protagonisti nella vita della vostra Parrocchia. Annunciate con il vostro esempio l’amore di Dio per tutti, coinvolgete i lontani con il vostro esempio e la vostra attività.

Creiamo tutti Comunità accoglienti, dove nessuno si senta escluso e giudicato: ma sono un irregolare, vieni con me in Parrocchia; sono divorziato … vieni con me; sono 10/20 anni che non metto piede in chiesa … vieni con me; ho litigato con il Parroco … vieni con me.

Creiamo, sull’esempio di Santa Rosa, Parrocchie così: famiglie dei figli di Dio, cementate dal Cristo e dal suo Vangelo; case aperte, invitanti, con il fuoco sempre acceso e il nostro buon pane e l’ottimo olio sempre presenti: chi viene potrà dire: Mi sono trovato bene e … domenica torno e ci porto gli amici.

 Amiamo la nostra Città di Viterbo: sentiamo la gratitudine per la bellezza dei nostri monumenti e opere d’arte, dono di chi ci ha preceduto, ma anche impegno per noi nel tramandarle alle nuove generazioni.

La Città è nostra!

C’è l’erba per le strade … ciascuno ripulisca la propria strada. Ci sono le scritte … cancelliamole. Facciamo a gara a rendere bella e decorosa la nostra Città con piante, fiori e con tutto ciò che più testimonia il nostro amore per Viterbo.

Abbiamo poveri e accattoni: insieme impegnamoci per aiutarli ad uscire fuori dalla loro situazione.

Abbiamo persone disabili: aiutiamo le varie Associazioni per provvedere loro un futuro migliore; mamme generose lo stanno facendo: non lasciamole sole.

Non c’è lavoro: aumentano coloro che lo perdono a 40/50 anni; i nostri giovani sono mortificati per la mancanza di prospettive nella vita … impegnamoci, con l’aiuto delle Istituzioni e delle Banche, per creare opportunità nell’agricoltura, nel turismo, nell’artigianato … e così via.

Facciamo rete tra produttori e consumatori: nei nostri negozi, ristoranti, alberghi … valorizziamo l’eccellenza dei nostri prodotti: olio, vino, carni, salumi, frutta, verdura … aumenteremo la produzione e creeremo opportunità di lavoro.

Amiamo Viterbo e diamoci tutti da fare per rispondere alle varie emergenze e difficoltà.

Chiedo scusa, ma dobbiamo convincerci che i Vescovi passano, gli Amministratori passano ma … Viterbo rimane, noi rimaniamo e dobbiamo diventare registi della nostra vita e artefici della nostra rinascita: non possiamo aspettarci, passivamente, tutto dalle Istituzioni.

Herman Hesse diceva che ogni celebrazione o evento importante porta con sé l’incanto di un nuovo inizio: vorrei che la Processione del Cuore di Santa Rosa ci aiuti ogni anno a sentirci responsabili, tutti, delle nostre Parrocchie e della nostra Città; impegnati, tutti, nel renderle migliori …

Giovanni Paolo II, in un romanesco alla polacca, diceva: “Romani, volemose bene e damose da fa’”; Viterbesi, volemose bene e damose da fa’: evitiamo divisioni, contrasti, sterili protagonismi; le differenze culturali e di appartenenza politica sono una ricchezza se convergono nel realizzare un progetto comune e condiviso che ciascuno arricchisce con la propria sensibilità culturale e politica, altrimenti creano solo difficoltà e consumano le tante energie positive, rendendo peggiore la vita di tutti e lasciando i problemi non solo irrisolti, ma ingigantiti. Viterbesi, volemose bene e damose da fa’!”.

 

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