Vivere le festività di Natale e nei “Paesi
Presepio”, nel paesaggio “forte e soave della
Tuscia Viterbese”. Appunti di viaggio. Nostra
intervista a Mauro Belli.
Stefano Stefanini
La Tuscia affascina in questo Natale di fine Giubileo 2025
per la qualità e la molteplicità delle bellezze artistiche ed
ambientali che offrono i Borghi Presepio, come i panorami
multiformi, dalle colline, ai laghi, al mare.
Ne parleremo con Mauro Belli direttore del “Progetto
sviluppo Etruria Tuscia” nella trasmissione Fatti e
Commenti in onda su Releorte del 13/12/2025 con ospiti al
telefono Gabriella CAGNIGNI presidente della Proloco
Castiglione in Teverina, e con Fabio D’AMANZIO del
Comitato presepe vivente di Bolsena .
Un territorio di affascinante bellezza tra il Lazio, l’Umbria e
la Toscana. Pasolini lo definì “il paesaggio più bello del
mondo ….. forte e soave ….con tanta innocenza di querce,
colli, acque e botri. I “paesi presepio” della Tuscia
viterbese: i piccoli abitati antichi e ben conservati.
Spero di non scordarne nessuno : i “Paesi Presepio” della
Tuscia Viterbese: Civita di Bagnoregio, Corchiano, Sutri,
Tarquinia, Vetralla, Bolsena, Capranica, Caprarola,
Carbognano, Nepi, Orte, Ronciglione, Tuscania il quartiere
medievale della stessa Viterbo, Vallerano, Vejano,
Piansano, Celleno, Grotte di Castro, Chia (Soriano nel
Cimino) e Roccalvecce, scusandoci per qualche
dimenticanza.
La Tuscia viterbese, con la valle del Tevere e l’Orvietano è
un territorio caratterizzato da un trascorso storico e culturale
legato alla presenza degli Etruschi, dei Romani, della civiltà
comunale e rinascimentale, che oggi definiamo dal punto di
vista archeologico Etruria Meridionale, distinta dall’Etruria
Settentrionale, coincidente con la Toscana, l’Umbria e
l’Emilia.
La così detta “Tuscia Viterbese”, oggetto della creazione
del Marchio collettivo da parte della Camera di Commercio,
in collaborazione con la Provincia di Viterbo e l’Università
della Tuscia, denomina l’ambiente, i prodotti e ed produttori
della provincia di Viterbo, un territorio dalle peculiarità ben
definite, ricompreso tra il mare Tirreno, le vie consolari
Aurelia, Cassia e Flaminia e l’Autostrada del Sole .
Pierpaolo Pasolini definì la Tuscia viterbese “il
paesaggio più bello del mondo”
Vorremmo iniziare la visita con un viaggiatore d’eccezione, il
poliedrico poeta e regista Pierpaolo Pasolini, che nel 1964
era alla ricerca di un’adeguato scenario naturale per
ambientare le riprese del battesimo di Cristo, per il suo
capolavoro “Il Vangelo Secondo Matteo”. Percorse da
Roma l’Autostrada del Sole, uscì alla stazione di Orte.
Pasolini – dopo averlo cercato in varie parti d’Italia –
identificò il “suo” Giordano nel torrente Chia, che scorre tra
Orte, Soriano nel Cimino e Viterbo, e vi ambientò una delle
scene più suggestive del suo film.
Nel 1965 girò in terra viterbese un altro classico, “Uccellacci
e uccellini”, favola surreale e poetica, tra ironia e nostalgia,
interpretata magistralmente da Totò ed ambientata nelle
verdi colline che fanno da sfondo alle basiliche romaniche di
Tuscania.
Ma in quei luoghi fu affascinato da una Torre, alla quale
dedicò dei versi….
….. “Ebbene ti confiderò, prima di lasciarti, che io vorrei
essere scrittore di musica, vivere con gli strumenti dentro la
torre di Viterbo, nel paesaggio più bello del mondo, dove
l’Ariosto sarebbe impazzito di gioia nel vedersi ricreato con
tanta innocenza di querce, colli, acque e botri, e lì comporre
musica, l’unica azione espressiva forse, alta, e indefinibile
come le azioni della realtà “….
Un paesaggio tra rocce scoscese che si alternano ad una
rigogliosa vegetazione. – lontano oggi come allora da
emergenze ambientali – definito dall’intellettuale friulano
“forte e soave”, dolcemente malinconico ove….. “il sole
taglia la vallata piena di querce di un rosa di paradiso; i due
piccoli fiumi si riuniscono, in fondo mormorano come spiriti
beati. Anche il verde del vischio qua e là è un verde di
paradiso….. (“La nuova gioventù “– 5 marzo 1974)
La provincia di Viterbo ospita oggi su gran parte del suo
territorio il Parco archeologico-naturalistico, ed ha ottenuto,
prima tra le provincie italiane, la Certificazione di Qualità
ambientale EMAS a livello europeo e ISO 14001 a livello
internazionale.
In ogni stagione, il visitatore può apprezzare un aspetto
caratteristico del territorio, attraverso sei itinerari a carattere
turistico-ambientale ed eno-gastronomico .
Le strade dell’ archeologia, dell’arte e dei borghi storici.
All’interno di maestose mura è il cuore della Viterbo
medievale e rinascimentale, rimasta intatta nel tempo ed
unica nel suo genere: città “dalle belle fontane” e ricca di
splendide chiese,”Città Papale “‘, il cui simbolo è l’elegante
ed inimitabile Palazzo dei Papi, città di famose acque
termali citate nell’ Inferno dantesco.
Raggiungibile dalla stazione autostradale di Attigliano è la
necropoli di Castel d’Asso, il Teatro Romano di Fèrento (che
ospita una stagione teatrale estiva di pregio) sulla strada
che da Viterbo conduce a Bagnoregio, con la sua
incomparabile Civita, circondata da una vegetazione
rigogliosa ed incontaminata, con paesaggi irreali e fiabeschi
di calanchi secolari, ” la città che muore, un ciuffo di case in
rovina, nere sul tufo, erette come sul vuoto…”
Gli insediamenti etruschi di Tarquinia, che “stregarono” il Re
Gustavo di Svezia, Tuscania estrusca e medievale,
l’Anfiteatro Romano di Sutri, il porto fluviale romano del II
se. a.C. sul Tevere in località Seripola ad Orte, rinvenuto
durante i lavori di costruzione dell’Autosole, le Necropoli di
Blera, di Farnese.
“Il Sacro Bosco di Bomarzo”, meglio conosciuto come il
Parco dei Mostri, è un monumento straordinario, irreale,
dove arte e inganno sorprendono i sensi, e fantasiose ed
incredibili “maraviglie”e stupiscono la curiosità degli ospiti.
Le strade delle dimore storiche e la rete capillare delle
strutture di agriturismo
Viterbo con il Palazzo dei Papi con la caratteristica loggia, il
Palazzo Farnese o meglio il “Pentagono rinascimentale” di
Caprarola, il parco dei Mostri di Bomarzo (uscita Orte o
Attigliano), Vulci con il Castello e la Badia, Civita di
Bagnoregio, Calcata, raggiungibile dalla via Flaminia e
Bolsena .
Splendide nella loro raffinata sobrietà e realizzate con pietre
locali come il peperino ed il travertino sono, tra le molteplici
testimonianze, le dimore storiche dei Farnese a Caprarola,
degli Orsini a Bomarzo, dei Lante della Rovere a Bagnaia,
degli Alberti ad Orte , dei Monaldeschi a Bolsena, Torre
Alfina, Onano, Lubriano e Bagnoregio, e l’incontaminato
quartiere medievale con i suoi aristocratici palazzi di San
Pellegrino, nel cuore di Viterbo).
La possente mole del Forte di Antonio da Sangallo di Civita
Castellana (uscita Autosole Soratte o Magliano Sabina)
racchiude i tesori del popolo dei “Falisci”, contemporanei
degli Etruschi. L’antica arte la fiorente industria della
Ceramica ha trasformato il comprensorio di Civita
Castellana in un intraprendente Distretto industriale.
Sono molte e di qualità le strutture agrituristiche presenti
nella Tuscia viterbese, oltre il 50% di quelle del Lazio, che
associano le amenità dei luoghi con la genuinità dei prodotti
della filiera agro-alimentare
Le strade del sacro
La Tuscia è a suo modo profondamente mistica ed Orte,
come crocevia tra Roma e l’Umbria ospita sullo svincolo
autostradale la statua della Virgo Prudentissima, opera che
lo scultore viterbese Roberto Joppolo ha realizzato nel 1989
su commissione della società Autostrade e che San
Giovanni Paolo II ha benedetto come effigie della Prudenza,
dovere civico e virtù soprannaturale.
In questo Anno Giubilare, la via Francigena riscoperta nel
Pellegrinaggio dell’Anno Santo, attraversa il cuore della
Tuscia, con luoghi di culto e monumenti naturali. Notevoli
testimonianze artistiche sono, il Santuario della Quercia, la
Basilica di S. Rosa a Viterbo, S. Martino al Cimino con
l’Abbazia Cistercense ed il Palazzo Doria Panphili, la
basilica di S. Flaviano a Montefiascone, le Catacombe di S.
Cristina a Bolsena, città legata spiritualmente al Duomo di
Orvieto.
Le strade della natura e delle acque
La Tuscia viterbese, presenta alcune peculiarità ambientali
con i laghi di Vico e Bolsena, la Maremma Laziale, la valle
del Tevere, i Monti Cimini e l’Agro Falisco.
Anche se sconosciuta ai grandi flussi turistici, è elevatissima
la varietà delle tipologie ambientali come le dune di Pescia
Romana con la limitrofa Riserva marina del WWF, l’Oasi
Faunistica di Alviano (nei pressi di Attigliano, Autosole), la
riserva di Acquapendente, i sistemi faunistici dei fiumi Marta
e Fiora, i laghi incontaminati di Bolsena, con le isole
Martana e Bisentina, e Vico, le Terme dei Papi di Viterbo, le
Acque di Nepi, le Terme idropiniche di Orte.
Le Riserve naturali vanno dalle Saline di Tarquinia, al Lago
di Vico, dal Monte Rufeno ad Acquapendente, alla Selva del
Lamone, a Tuscania, dal Monte Casoli di Bomarzo,
all’Antichissima Città di Sutri. Completano il quadro dei
vincoli ambientali il Parco Marturanum a Barbarano Romano
e l’Oasi di Vulci di Montalto di Castro.
Le strade dei prodotti tipici.
I nettari dell’olio, tra le varie zone di produzione esclusivo e
superiore quello di Canino e del vino, tra gli altri, L’Est! Est!!
Est!!! ed il San Flaviano di Montefiascone, l’Orvieto,
l’Aleatico di Gradoli, i Vini dei “Colli Cimini” di Vignanello,
Vasanello e Soriano, il “Tarquinia” ed i “Colli Etruschi”, i
frutti di una terra fertile e generosa e una cucina semplice
dai sapori raffinati e genuini .
Ben 34 prodotti agro-alimentari tipici sono stati
recentemente catalogati, tra gli altri – oltre ai vini ed all’olio –
i funghi della Tuscia, le erbe spontanee dei colli Cimini,
legumi, le lenticchie di Onano, i formaggi, il pane, il farro, il
miele della Riserva di Monte Rufeno (Acquapendente), le
nocciole e le castagne dei Cimini, l’aglio rosso di Proceno
con riconoscimenti di origine controllata e tutelata.
Oltre 60 ricette locali – già raccolte e pubblicate nei scorsi
anni nella enciclopedica guida “Terra Etrusca” – SED
Editore Viterbo, possono essere gustate sulle strade delle
flagranze ed i sapori di questa terra fertile e generosa, nei
ristoranti caratteristici che aderiscono all’iniziativa “A tavola
con gli Etruschi”, anche quest’anno ripresentata con la una
validissima guida eno-gastronomica.
In particolare attraverso l’ ‘Itinerario del vino, dell’olio e dei
sapori tipici della Tuscia e della Teverina – che si dipartono
dalle stazioni autostradali di Orte, Attigliano e Orvieto – sono
stati tracciati degli itinerari della genuinità, del gusto e della
semplicità di alcune ricette che risalgono alla tradizione
etrusco-romana, medievale e rinascimentale, tradizioni che
sono in fase di studio e riscoperta.
Ciascuno dei 60 comuni della provincia è ricco di storia arte
e folclore e varie ed articolate sono le azioni intraprese dalle
istituzioni locali, dall’Università della Tuscia, dalla Camera di
Commercio dalle associazioni ed aziende di settore,
strutture agrituristiche e ristoranti tipici per l’ottenimento
delle certificazioni di qualità, per lo sviluppo della vocazione
agricola, turistica e artigianale e della Tuscia viterbese, che
intende affermarsi con la sua identità socio-culturale nel
panorama turistico nazionale ed internazionale .
Buon viaggio e serene festività natalizie attraverso i Borghi
Presepio della Tuscia !
