Dopo aver letto e cercato di capire la lettera del Papa: Magnifica Humanitas, non posso non cercare di nuotare dentro il mondo moderno per scoprire i sentieri di Dio. Le lettera del Papa non la leggo come documento scientifico (in parte lo è), ma come cammini di riscoperta di una fede diciamo “aggiornata”, ma sempre ancorata al “mistero della nostra fede”. La IA può farci riscoprire il senso delle relazioni tra persone. Non possiede una anima, ma ci obbliga a chiederci cosa significa essere umani. La macchina riesce a scrivere poesie, fare immagini, conversazioni… e ci rendiamo conto che la dignità umana non può essere fondata sulla intelligenza e la produttività. Trova allora il suo fondamento sulla relazione, sulla vulnerabilità, sulla capacità di amare e di essere amati… Non è questo la ricchezza del cristianesimo? Essere insieme senza confondersi. Essere molti senza essere divisi. Essere forza senza perdere la nostra fragilità. Essere fragili ma invincibili se insieme. Capaci di donarci reciprocamente la vita e illuminarci del calore umano. Non vediamo in questo il mistero della Ss.ma Trinità, che non sono numeri in competizione, ma comunità in comunione? E l’Eucarestia ci fa vivere e crescere in questo cammino. Non perché mangiamo una ostia, ma perché nutrendoci del Signore Gesù (la sua vita, la sua saggezza, i suoi cammini…) noi cresciamo “in Cristo”, diventiamo LUI e la sua presenza nel mondo. E’ la comunità Chiesa che si trasforma in lievito, sale e luce. Ecco il senso dell’amore cristiano che non è solo volersi bene, ma anche volere il bene di tutti, costruirlo, promuoverlo, proteggerlo… l’AI ci aiuterà a relazionarci meglio non solo a saper di più. Ma dobbiamo stare attenti. Non diventare schiavi del progresso che è sempre in progresso, ma tecnici dell’amore e delle relazioni umane colorate di comunione eucaristica e trinitaria. La torre di Babele crollerà e si innalzeranno le mura di una nuova Gerusalemme
don Gianni Carparelli
