La Biennale dal significativo tema “inquinamento ambientale e inquinalento sociale”, ha vissuto nello scorso fine settimana, negli Orti solidali  della Caritas Diocesana, presente il vescovo Lino Fumagalli, la seconda tappa del suo  percorso dopo l’inaugurazione lo scorso 4 luglio delle opere nel parco di Villa Altieri a Oriolo Romano e, l’11 luglio 2020 delle grandi tele nel borgo di Lubriano, in attesa delle esposizioni il 25 luglio a Celleno (nel Borgo fantasma). La biennale lascerà le opere esposte fino al 31 ottobre.

Monsignor Lino Fumagalli
Monsignor Lino Fumagalli

Il tema di questa edizione: “Inquinamento ambientale e inquinamento Sociale” si è trovato a confrontarsi con l’emergenza dell’epidemia ed ha colto l’opportunità di collegare le espressioni artistiche con le emergenze ambientali e sociali.

Infatti, a Viterbo il percorso espositivo si è articolato in due tappe. La prima tappa si è svolta nelle storiche strade del quartiere medievale di San Pellegrino, con l’Atelier di Alberto Morucci, dove l’artista espone le sue opere in legno riutilizzato, e con l’istallazione pittorica di Mauro Magni che sulle facciate d’angolo del Palazzo, che nel ‘400 ospitò il Cardinal Bessarione dopo la caduta di Costantinopoli, ha riprodotto la preghiera composta da Papa Francesco, in occasione dell’incontro di pace in Vaticano tra Abu Mazen e Shimon Peres il 9 Giugno 2014.

In considerazione del fallimento di quel tentativo, nell’interpretazione dell’artista l’invocazione: “o Dio”, sembra perdere quella pausa tra le lettere per trasformarsi in “odio”.

Luca Zoncheddu
Luca Zoncheddu
Luca Zoncheddu
Luca Zoncheddu

La seconda tappa si è centrata negli Orti Solidali dove, con la collaborazione della Diocesi, della Caritas e delle Acli di Viterbo si coltivano verdure e relazioni: così si è espresso il direttore Caritas Luca Zoncheddu.

Orti Solidali

Nella splendida cornice dei 50 lotti di orticelli, amorosamente curati, la curatrice artistica Laura Lucibello ha illustrato il percorso di questa biennale diffusa per il territorio e le opere artistiche di Roberto Bassetto in acciaio e quelle in rame sbalzato dell’artista curdo, Serhat Ozdemir esposte nel percorso ortivo.

Orti Solidali Viterbo

Elena Bocci, ha invece sottolineato il significato sociale ed aggregativo della coltivazione, che recupera un terreno altrimenti abbandonato e permette varie sinergie di persone anziane, ma ancora abili, di giovani che tentano un reinserimento nel tessuto sociale, di persone che intrecciano un rapporto intergenerazionale e, perché no, di distribuzione di alimenti a nuclei bisognosi a km zero.

L’intervento del vescovo di Viterbo, monsignor Lino Fumagalli, ha dato un altro spessore all’evento, inserendo il “focus” della Biennale “Inquinamento ambientale e inquinamento Sociale” in un contesto di riflessione antropologica: il bello, nell’arte e nella natura come espressione di Dio, il ridimensionamento dell’orgoglio umano sconfitto da un organismo infinitesimo e dal deterioramento dell’ambiente di vita.

Il Vescovo  ha ricordato le tante iniziative messe in campo dalla chiesa viterbese, tramite i suoi apparati in campo caritativo, verso il recupero delle vittime della droga, di aiuto agli studenti in difficoltà, di servizi alle persone.

Foto di Mariella Zadro 

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