DALLA MISSIONE DEL BEATO DOMENICO BARBERI ALLA PROCLAMAZIONE DELLA Santità DEL CARDINALE NEWMAN:

LE FRONTIERE DEL MOVIMENTO ECUMENICO DAL 1849 AD OGGI

Per capire bene il significato del movimento ecumenico bisogna entrare nella storia del Cristianesimo.

La Chiesa, dopo anni di separazione, è alla ricerca di un percorso di riconciliazione per unire tutti i suoi fedeli.

I punti fondamentali in comune con tutti i battezzati sono: la fede in Dio Padre, in Gesù Cristo Figlio e in Dio Spirito Santo.

Purtroppo le tradizioni e la storia hanno reso il cristianesimo una delle religioni più divise al suo interno; le persecuzioni tra i cristiani restano un ricordo indelebile nella memoria di ognuno e quindi uno degli ostacoli più grandi da superare per sviluppare un confronto e un dialogo sincero.

Il movimento ecumenico, nasce non per fare trattative di pace tra le diverse Chiese, ma per recuperare il dialogo per la riconciliazione e l’unità tra i cristiani, nell’ascolto e nel rispetto reciproco.

A tale proposito possiamo introdurre due figure che sono state centrali per il diffondersi di una mentalità ecumenica, il beato Domenico Barberi e il Cardinale John Henry Newman.

Beato Domenico Barberi, Card. Henry Newman
Domenico Barberi e Henry Newman

Domenico Barberi, nasce a Viterbo nel 1792, di umili origini, a 22 anni entra nella congregazione dei Passionisti, rivelando straordinarie doti di mente e di cuore. Da religioso svolge la sua opera di predicazione in Italia, ma soprattutto in Inghilterra, dove grazie a lui il mondo anglicano respira un’aria di innovazione, facendo riavvicinare molti anglicani alla Chiesa cattolica.

Muore a Reading nel 1849 e   viene sepolto nel Santuario di Sant’Anna a Sutton (Liverpool. GB)

Inizia da piccolo ad assaporare le sofferenze della vita, la morte della sorellina, del padre e poi qualche anno dopo della madre, la quale diventa per Barberi la sua carezza, luce e conforto per tutta la sua esistenza.

Uomo dotato di grande intelligenza e di una memoria immediata e tenace, non frequenta studi regolari fino all’incontro nel 1814 con i passionisti, nel vicino convento di Vetralla nel Viterbese che lo aiutano nello studio.

Nell’estate del 1830 ha i primi contatti con il mondo inglese, con cattolici ed anglicani influenti. Chiamato a ricoprire incarichi di responsabilità nel governo della congregazione, manifesta la sua grande umanità e fedeltà.

Inviato in missione in Inghilterra, conosce John Henry Newman, capo e anima del Movimento di Oxford.

Newman nasce a Londra nel 1901, da madre ugonotta e padre di orientamento religioso molto tollerante.

La sua carriera fu rapida e brillante, entra all’Oriel College nel 1822, a 21 anni fu promosso “fellow”. Dopo due anni diventa prete anglicano e professore assistente, a 27 anni è parroco di S. Maria di Oxford, conservando le sue funzioni di docente universitario.

John Henry Newman è tra le menti più fini dell’anglicanesimo, ma non si sente appagato dalla sua carriera e la sua insofferenza lo costringe a cercare altrove  la strada da seguire; non condivide il pensiero della Chiesa anglicana, è convinto che deve cercare la Verità nei Padri della Chiesa del tempo in cui i cristiani non erano divisi.

Dopo aver fatto chiarezza riesce a far risplendere la sua Luce, nel 1845 nelle mani del Padre Domenico Barberi di- venta cattolico, apostolico, romano; l’emozione e la felicità che vive si può capire dal un suo scritto: “Fu per me l’entrare in un porto, dopo una crociera burrascosa. La mia felicità è senza fine”. Torna a studiare e viene ordinato sacerdote.

Molti anglicani seguono l’idea di Newman, ma da tanti viene giudicato pesantemente; egli attraversa un periodo difficile, si trova solo, incompreso, ma la Verità riesce a farsi strada e ad illuminare il suo cammino e quello di molti cattolici, nel 1879 infatti viene eletto Cardinale da papa Leone XIII.

Muore nel 1890 a Edgbaston, sede dell’Oratorio di Birmingham, a causa di una polmonite.

Newman è un giovane uomo appassionato della ricerca della Verità, non vuole il prestigio infatti ammira la semplicità e l’umiltà del beato Domenico e riconosce nel loro incontro un aiuto della Provvidenza, grazie alla quale riesce a trovare il percorso da seguire.

Sia Barberi che Newman sono l’esempio di impegno per l’ecumenismo, grazie a loro, il movimento basato sul- l’amore, sul dialogo, sul rispetto della coscienza e sull’ascolto dell’altro, ha trovato delle radici profonde per svilupparsi nel corso del tempo ed assumere quell’importanza significativa che ha raggiunto ai giorni nostri.

Una delle iniziative più significative del movimento ecumenico, ideata nel 1908 dall’ episcopaliano americano Paul James Francis Wattson e poi rinnovata dall’abate Paul Couturier, è la “Settimana di preghiera per l’unità dei cri- stiani”, che può essere definita come un tempo di riflessione e preghiera in unione con i cristiani di tutte le confessioni. Si ispira ogni anno ad un passo biblico, che diventa il tema di ispirazione per tutti i credenti impegnati a pregare per la piena unità, che è il volere di Cristo stesso.

Nel corso del tempo la Chiesa cattolica elabora alcuni documenti importanti come il Decreto Unitatis Redintegratio “Restaurazione del- l’Unità” approvato dal Concilio Vati- cano II e che ha lo scopo di promuovere l’unità fra tutti i cristiani e quindi di rafforzare la mentalità ecumenica.

Si ricorda anche un avvenimento che stupì il mondo intero, il primo emozionante incontro ad Assisi voluto nel 1986 da Giovanni Paolo II, dove il Papa chiese alle religioni di farsi carico della pace, pregando una accanto all’altra e

mai più una contro l’altra.

Le religioni sono l’unica realtà che, cambiando il cuore dell’uomo e della donna, può condurre l’umanità su una via di pace.

Anche Papa Francesco, in occasione dell’anno della Misericordia, conferma che sta seguendo con umiltà il cam- mino intrapreso dai suoi predecessori. Il percorso viene da lontano e il Papa sta aggiungendo qualche passo in più per portare avanti il percorso tracciato da molti anni e da tanti uomini di fede. Nel mondo in cui viviamo, dove i va- lori stanno scomparendo, dove si cerca di approfittare del più debole, dove l’egoismo e la superbia prevalgono su tutto, l’ecumenismo deve diventare es- senziale nelle nostre vite, è importante soffermarsi a riflettere su quello che ci hanno insegnato questi meravigliosi uomini, il loro insegnamento deve regnare nei nostri cuori, e far prevalere l’umiltà, la semplicità, i sentimenti puri, l’ascolto, il rispetto e l’unità dell’umanità.

L’accoglienza della diversità è un elemento importante che distingue i cristiani, che uniti devono aiutare chi è ai margini della società, tutto questa sarà possibile soltanto su una solida base dottrinale, ed all’interno di una spiritualità convincente e profonda, una spiri- tualità fatta di speranza cristiana e di coraggio.

Gesù ci insegna che « […] tutti siano una sola cosa » (Gv 17, 21), queste parole ci devono far capire che tutti siamo

uguali, che dobbiamo guardare le    persone con amore, ascoltarle, capire nei comportamenti le loro sofferenze e rispettarle, così solo si potrà portare a compimento la volontà di Dio, l’unione tra gli uomini e la speranza di vivere insieme in pace.

Ricchiuto Michela

Classe IV D ISTITUTO  MAGISTRALE

S. ROSA DA VITERBO

Papa Giovanni Paolo II ad Assisi con tutte le religioni del mondo

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