La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

In questo cammino per il resto dell’anno liturgico ci accompagnerà don Gianni Carparelli.
12 settembre 2021, XXIV Domenica del Tempo Ordinario. – Anno B

“Camminerò alla presenza dl Signore nella terra dei viventi” Salmo 115 (114)
Come possiamo camminare davanti al Signore, sentendomi protetto e libero? Come? La lettera di San Giacomo dice: “…mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede” (Gc 2, 14-18). E rifletto, soprattutto sulla mia vita. Vedo chi prega e organizza incontri di ‘santo rosario’ e altre bellissime devozioni: per i malati, per gli affaticati nella vita, per chi sbaglia, per chi muore in mare o fugge dalle guerre, per i bambini che muoiono di fame. Vedo tanta gente che fa discorsi meravigliosi, politici e religiosi, sui problemi del mondo e del nostro universo. Vedo, sento, ascolto, leggo. E poi vedo altri che invece visitano le strade e i crocicchi, i centri di accoglienza, che incontrano gli affamati per strada e danno loro quello che serve.
Certo non tutti possono fare tutto e tanti non possono proprio per ragioni di salute, di distanze, di mancanza di energie e di mezzi. Qui non stiamo riflettendo per giudicare, ma solo per capire.
Camminiamo davanti al Signore non quando parliamo di lui o pensiamo a lui nelle nostre devozioni. Ma quando la nostra vita e servizio si trasforma in devozione e preghiera. Pregare con le mani, non con la bocca. “Chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà”. Forse è proprio qui il segreto per una vita piena di vita. Che le devozioni ce lo ricordino. Per diventare strumenti nella mano di Dio.
