Spezzare la Parola, ph laura ciulli

La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Padre Ignazio Martelletto C.S.I.
Padre Ignazio Martelletto C.S.I.

Con questa prima domenica di Avvento incomincia il nuovo anno liturgico e ha accettato di accompagnarci in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I, sacerdote dei Giuseppini del Murialdo, già docente alla Pontificia Università Gregoriana e all’Istituto Teologico San Pietro di Viterbo, del quale è stato preside, e che da diversi decenni svolge il suo servizio ecclesiale proprio a Viterbo.

28 novembre 2021, I Domenica d’Avvento – Anno C
Dal Vangelo di Luca (Lc 21, 25-28,34-36)

Spezzare la Parola ph laura ciulli

“Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle e sulla terra angoscia di popoli”
“Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”
“State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni affanni della vita”
“Vegliate in ogni momento e pregando”
L’evangelista Luca con queste parole presenta Gesù come il profeta atteso da Israele. La profezia riguarda la distruzione di Gerusalemme e Luca sarà testimone di questo avvenimento. Cristo è veritiero. Bisogna fidarsi di Lui. Le cose ultime “stanno avvenendo”. Bisogna alzare il capo e vegliare.
Cristo è presente in mezzo a noi. È ora di mettersi in ascolto della sapienza nuova che ci dona il “Signore della giustizia”. È ora di aprire il nostro cuore ad accogliere dentro di noi il Dio Bambino che vuole trasformare la nostra vita per renderla più autentica, più vicina al “divino” che è in Lui.
È ora di smettere di vivere la vita in solitudine, ma affrontarla insieme ai fratelli.
La tentazione di perdersi dietro a quello che sollecita i nostri sensi è sempre in azione. È la tentazione di diventare i protagonisti della nostra vita , di mettersi al centro in modo che tutto si muova secondo i nostri progetti. Così dimentichiamo che della vita non siamo i padroni, siamo solo amministratori e che il Padre ad un certo punto verrà per verificare la nostra amministrazione.
Ecco l’insegnamento di vita; la vigilanza. Attenzione alla presenza di un Padre. Non siamo mai soli, siamo sempre figli di Dio. Egli è sempre con noi, avvolge la nostra esistenza con infiniti gesti di affetto. Tutto ciò che ci circonda ha un senso, nulla è a caso. La realtà è animata da un soffio vitale che pervade il nostro tempo. Percepire questo mistero che accompagna il cammino delle nostre giornate è pregare, è accogliere la grazia con cui il Padre ci ama e ci fa crescere sempre più nella nostra identità di figli di Dio.

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