La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Padre Ignazio Martelletto

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.

12 dicembre 2021, III Domenica d’Avvento – Anno C
“Le folle interrogavano Giovanni: Che cosa dobbiamo fare?”.
“Il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano se non fosse lui il Cisto”.
Viene colui che è più forte di me. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”. (Luca 3, 10-18)

Battesimo di Gesù, Chiesa dei Santi Faustino e Giovita Viterbo

 

Ci sono tre categorie di persone che Giovanni incontra: la folla, i pubblicani e i soldati. Vogliono convertirsi e chiedono che cosa devono fare. La risposta è non fare dell’egoismo il criterio del proprio agire, non approfittare del mestiere o della professione per arricchirsi ingiustamente.
Non fare del proprio io la ragione d’essere della propria vita è già un segno sufficiente di conversione al regno, è un inizio. È una sensibilità che deve entrare anche in noi perché anche noi abbiamo la stessa malattia.: l’egoismo ci accompagna sempre. Ci mettiamo al centro e gli altri esistono solo in funzione di noi stessi Ricordiamo che l’egoismo è la causa del nostro malessere, della nostra inquietudine, delle nostre paure. L’orizzonte del nostro mondo interiore si rimpicciolisce e il nostro desiderio di infinito si trasforma in ansia, incertezza, scontentezza.

Ma il Messia, dice Giovanni, battezzerà nello Spirito e nel fuoco e aprirà un altro mondo: l’orizzonte dei fratelli e sorelle. La ricchezza vera è la nuova realtà che ognuno di noi è figlio di Dio e il prossimo fratelli e sorelle. Il fuoco di Dio illuminerà le menti e riscalderà i cuori per una fraternità universale. È questo il progetto che il Messia costituirà. La comunione gioiosa e personale con Dio apre il cuore a contemplare il prossimo come lo sguardo di Dio Padre. Vedere e apprezzare tutto ciò che vi è di buono negli altri con un sguardo e con un giudizio di ottimismo e di fiducia.

Ogni essere umano porta dentro di sé qualcosa di divino. Siamo noi che dobbiamo imparare con l’aiuto dello Spirito Santo e scoprire quel qualcosa di divino che ci rende consanguinei con ogni persona. É il compito della fede che lentamente, come un seme, deve crescere dentro di noi fino a farci sentire la nostra appartenenza alla famiglia dei figli di Dio. Pensiamo a come sono diventati gli apostoli, anche san Paolo, quando sono stati battezzati nello Spirito Santo.

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