La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.
13 febbraio 2022, VI Domenica tempo ordinario– Anno C
“Beati voi, poveri, perché vostro è il Regno di Dio”
“Guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione”
Lc 6, 17. 20-26)

Dio è vicino a quelli che soffrono. Vede il loro cuore e dice loro che non devono aver timore perché egli li tiene vicini a sé in modo particolare e questo amore porterà loro qualcosa di cielo.
E richiama i ricchi perché sappiano rinunciare al loro egoismo.
Sono tre le grandi tentazioni del nostro tempo: il successo, il potere e le ricchezze. Per ottenere questi obiettivi l’uomo non desiste dal sotterfugio, dall’inganno, dalla corruzione. Pur di arrivare a uno di questi obiettivi che affascinano il desiderio di essere protagonisti delle nostre vita non ci sono ostacoli che non si superino.
E i fratelli? Ecco l’egoismo che appare come la schiavitù più grande che esista e che ci porta alla infelicità. Noi che desideriamo tanto la libertà per essere felici ecco che andiamo incontro alla schiavitù che logora la nostra esistenza.
Quante sono le schiavitù che senza accorgercene entrano nel nostro spirito. Il mondo dei social tende a creare nuovi legami di vita, non a migliorare il nostro animo. Noi non possiamo essere felici delle cose materiali perché la nostra interiorità che aspira all’infinito è sempre più di quello che accontenta i nostri sensi. Solo quando viviamo il vero amore allora sentiamo che la nostra vita gode di una pienezza insolita.
Ecco perché Gesù ci mette davanti la povertà come valore, come liberazione da ogni legame con quello che può bloccare la crescita umana del nostro vero “io”. Gesù vuole aprire i nostri occhi perché possiamo vedere la realtà nella sua verità, non nella superficialità che ci accompagna nella vita quotidiana.
È proprio la libertà del cuore che ci fa assaporare il Regno di Dio, cioè la comunione profonda con il Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo. É una libertà che ci fa guardare il mondo e vivere nel mondo con una gioia che possiamo godere solo nella presenza della completezza che ci viene dall’alto.
È facile che la fragilità del nostro essere umano prenda a volte il sopravvento. Ma abbiamo sempre la grazia che ci attira vero il bene. Dobbiamo imparare ad essere docili alla voce dello Spirito.
