Un importante appuntamento di dialogo interreligioso, strumento significativo ed efficace di ogni impegno per la pace, c’è stato ieri, sabato 5 novembre, a Viterbo, dove la sede della Fondazione Carivit ha ospitato i lavori della “I giornata del dialogo cristiano-islamico della Tuscia”. Per iniziativa dell’UCOII (Unione delle comunità islamiche in Italia), dell’AIV (Associazione Islamica di Viterbo), dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, e del CSV (Centro di Servizio per il Volontariato) i rappresentanti delle strutture promotrici si sono incontrati per un costruttivo confronto su ciò che unisce i credenti di queste due religioni monoteiste. La moderatrice del CSV, Chiara De Carolis, ha introdotto i lavori della giornata con un rapido riepilogo dei principali incontri storici fra le due religioni, a cominciare da quello di Francesco d’Assisi con il Sultano d’Egitto Malik al-Kamil, fino a quelli  di Papa Francesco,  l’ultimo in Bahrein, passando per quelli di Assisi e per il “Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza”, firmato il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi, insieme al Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyib.

Il fondatore dell’AIV Mohamed Kdib ha aperto l’incontro con la salmodia, in arabo, di versetti della sura di Maria, madre di Gesù, che sono parte del Corano. Per’Ufficio diocesano Mario Mancini ha letto dal Vangelo di Matteo le Beatitudini e il direttore Giampaolo Noto Nanì ha letto una preghiera a Dio Misericordioso.

Il vescovo di Viterbo, Lino Fumagalli, nel suo intervento ha voluto mettere in evidenza gli elementi che accomunano le tre religioni monoteiste: il Dio unico, la speranza di una vita eterna, la fratellanza di tutti gli esseri umani come figli dello stesso Padre. Il Prefetto di Viterbo Antonio Cananà ha poi espresso il suo compiacimento per l’iniziativa, augurando un proficuo lavoro per l’incontro.

Hamdan al-Zeqri, dell’UCOII, ha svolto un articolato intervento sul sentirsi cittadini della comunità e di costruire ponti cercando di approfondire la conoscenza dell’altro. Infine Giampaolo Noto Nanì ha illustrato nelle sue varie declinazioni quella che è la regola d’oro, comune a tutte le religioni, le culture e le filosofie: “Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te”.

L’ampio dibattito che è seguito alle relazioni ha dimostrato quanto il tema fosse sentito dai presenti che affollavano la Sala, cristiani, musulmani e “diversamente credenti”.

La comunità islamica ha voluto chiudere la mattinata con una tavola imbandita delle loro vivande per una condivisione conviviale, molto apprezzata.

Foto Mariella Zadro

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