La zona dell’Alfina nella Tuscia Viterbese e Strasburgo sembrano gemellate dal rischio sismico: la realtà che accomuna queste due distanti comunità, deriva da una medesima tipologia di progetto geotermico per la produzione di energia elettrica.

Agli inizi di dicembre l’impianto di Strasburgo, dopo un terremoto di magnitudo 3,5, è stato chiuso per ordine della Prefettura, che lo ha ritenuto pericoloso. Gli effetti sismici hanno continuato a farsi sentire: il 25 dicembre ben 3 settimane dopo la chiusura forzosa del progetto, infatti un terremoto di assestamento di magnitudo 2,5 scala Richter ha funestato la festività natalizia di Strasburgo. Ufficialmente tale terremoto è stato classifica “indotto”, quindi non naturale.

Gli effetti del terremoto di Strasburgo hanno scosso l’opinione pubblica delle comunità della di Torre Alfina e Castel Giorgio sulle quali incombe la realizzazione di due progetti simile a quello di Strasburgo.

Ciascun progetto consiste nell’estrarre fluido caldo tramite trivellazioni profonde, per utilizzarlo per la produzione di energia elettrica., Una volta sfruttato nella centrale, viene reiniettato nel sottosuolo, a qualche km di distanza, in maniera da riassorbire calore nel percorso sotterraneo per ritornare verso il punto di prelievo iniziale.

Il tutto senza emissione di fluidi in atmosfera, condizione necessaria per raggiugere gli obiettivi europei relativi al clima.

I timori dei cittadini della Tuscia sono fondati sul fatto che a Strasburgo, l’applicazione pratica di quanto sopra illustrata non ha funzionato: infatti il fluido reiniettato non ha trovato la strada per tornare al punto di prelievo e chiudere il circuito. Il sottosuolo ha reagito e da qui i terremoti. Questo in una zona, come la Valle del Reno, tra le più stabili dal punto di vista sismico. Nell’Alfina, il rischio sarebbe aggravato trovandosi già in una zona a sismicità più elevata, Accade frequentemente nel campo delle energie alternative che si vogliano ottenere profitti, anche se con tecnologie pericolose, grazie alla elargizione di discutibili incentivi.

Papa Francesco osserva che “la violenza che l’uomo fa alla creazione si esprime anche nello sfruttamento incontrollato delle risorse naturali, nello sperpero degli scarti e nell’iniqua distribuzione delle risorse e delle ricchezze.”

Fratelli tutti, Enciclica Papa Francesco
Fratelli tutti

Nel §34 dell’enciclica “Fratelli tutti” aggiunge: “Se tutto è connesso, è difficile pensare che questo disastro mondiale non sia in rapporto con il nostro modo di porci rispetto alla realtà, pretendendo di essere padroni assoluti della propria vita e di tutto ciò che esiste. Non voglio dire che si tratta di una sorta di castigo divino. E neppure basterebbe affermare che il danno causato alla natura alla fine chiede il conto dei nostri soprusi. È la realtà stessa che geme e si ribella”.

Foto tratte dal web

Condividi