Una specie di gemellaggio tra Marzano Appio (CE) e Viterbo ha rinfrescato questa torrida estate viterbese. Un gruppo di ragazzi di Azione Cattolica di questa cittadina posta sulle falde del vulcano di Roccamonfina stanno facendo un campo estivo nel viterbese ed hanno fatto visita a Viterbo per raccogliere le testimonianze sulle opere di Misericordia che sono l’argomento del loro studio.
Una quindicina di giovani, guidati dai loro parroci e dai loro dirigenti hanno visitato i luoghi del volontariato che è impegnato nei vari campi di aiuto e accompagnamento degli “ultimi”, delle persone più fragili. La giornata è stata ricca di incontri e visite, iniziati dallo splendido tempietto trecentesco di S Maria della Salute, messo a disposizione dall’Associazione Archeotuscia, dove l’Arch. Maitani scolpì sul portale sia le Opere di Misericordia Corporali che quelle Spirituali.
Qui il Gruppo Assistenti Volontari Animatori Carcerari (GAVAC) ha illustrato l’attività svolta nella “casa circondariale di massima sicurezza” di Mammagialla (VT) e quanto spazio di fare del bene ci sia in un tale luogo. È intervenuto anche un ex detenuto che ha voluto condividere il suo percorso di riscatto sociale.
Ai ragazzi di Caserta è stata illustrata la funzione del volontario in carcere.
Preliminarmente è stato illustrato che l’attività del volontario è strettamente collegata all’art. 27 della Costituzione che ci dice che la funzione della pena, nel nostro ordinamento, è rieducativa.
La rieducazione dei detenuti è organizzata in attività intramuraria, che si svolge in istituto ed attività extramuraria che si svolge fuori dall’istituto di pena quando il detenuto può beneficiare delle misure alternative alla detenzione.
La figura del volontario, che viene autorizzato dal Magistrato di Sorveglianza a svolgere la sua funzione sociale ed a entrare nelle carceri, opera sia nella attività intramuraria che in quella extramuraria.
Sono stati poi illustrati quali sono le aree di intervento dei volontari nei colloqui che svolgono con i detenuti, dallo sportello legale nel quale vengono trattate le questioni che attengono allo sviluppo ed alle modalità del periodo di detenzione, dagli inteventi di carattere sociale che riguardano le esigenze di vestiario e decoro dei detenuti, fino alle attività di sostegno alla didattica con l’assistenza anche amministrativa che viene svolta in favore dei detenuti che si iscrivino alle università.
Il gruppo si è poi trasferito a Santa Maria in Gradi, complesso che ospita attualmente il Polo universitario “Unituscia”. In questa sede hanno potuto vedere restaurati, alcuni ambienti di quando, nel XX° secolo, era stato trasformato in luogo di pena.
Un’altra tappa ha portato i giovani “marzanesi” nella sede dell’Ospitale del Pellegrino, messo a disposizione dall’Associazione Amici della Via Francigena, che ha mostrato gli ambienti e lo stile dell’accoglienza ai Pellegrini della Via Francigena. In questa sede la APS Amici del Beato Domenico Barberi ha distribuito il libro di poesie di un ex-carcerato, edito dalla stessa associazione in sinergia con il GAVAC.
A conclusione della giornata il gruppo ha girato la città ammirando la scenografia monumentale della Viterbo medievale.
Scriveva la Signorina Tommasa Alfieri sulle Opere di Misericordia:
E’ la stessa cosa: la fame di Cristo nella fame dell’uomo. La realtà misteriosa della Sua Presenza nelle membra del Suo Corpo mistico: l’abisso del Suo Amore che assume e fa suoi i bisogni dell’uomo. Accorgersi di quella fame, della fame dell’uomo che è fame del corpo, fame dello spirito, spesso doppia fame (da Uno sguardo che accarezza la memoria. Viterbo 2010).
Mario “Metodio” Mancini


