Martedì 6 aprile nella Chiesa di Castel d’Asso si è celebrata la S. Messa per il Trigesimo del passaggio al Signore della carissima Elsa Vannucci Soletta; ha celebrato don Gianni Carparelli.

È stato un grandissimo desiderio della comunità di Castel d’Asso che Elsa tornasse, almeno spiritualmente nella chiesina che tanto apprezzava ed amava, anche per la cordialità e l’amicizia di cui qui si sentiva circondata.

I ricordi di Elsa spaziavano dalle giornate dei bombardamenti di Viterbo, alle numerose generazioni di alunni ai quali ha fatto da insegnante, non solo di lingua inglese, ma anche e soprattutto come maestra di vita.

Il suo impegno era a tutto campo: dalla fraternità francescana del terzo ordine, al Serra Club per la promozione delle vocazioni sacerdotali, all’impegno di traduttrice e scrittice e collaboratrice di varie testate.

La testata “Sosta e Ripresa” l’ha specialmente apprezzata per la sua amicizia con la Signorina Alfieri (quasi una venerazione) e per il suo impegno, in un periodo non sospetto per la valorizzazione dell’Eremo e per la sua difesa. Sempre nell’ottica della Signorina Masa, lei insieme a Sergio hanno segnato il momento di maggior lustro culturale e sociale dell’Eremo e della Opera Familia Christi a Viterbo.

Tra l’altro piace di ricordare il suo impegno di collaborazione con il nostro periodico iniziato nel 1976 e portato avanti fino alla fine, con il suo ultimo articolo datato dicembre 2020, su Leonardo, indicativo dello spessore culturale della sua collaborazione.

L’emergenza della pandemia ha impedito una piena partecipazione dei suoi amati nipoti, ma sicuramente il calore di quanti si sono stretti intorno al marito Sergio nel ricordo di lei ha compensato questa mancanza. L’ing. Sergio ha ricordato, al termine del rito, i 70 anni condivisi con Elsa dedicandole una sua composizione poetica.

Il ritorno alla casa del padre di Elsa ci lascia più soli e più poveri.

 

Condividi