Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici“. Gv1

Questo Amore, quel senso del sacrificio è emerso all’omelia di Monsignor Lorenzo Chiarinelli allora vescovo di Aversa, in occasione dei funerali di don Peppino Diana, sacerdote ucciso dalla camorra, che Sosta e Ripresa ripropone ai lettori, per ricordare la splendida figura episcopale di Mons. Lorenzo Chiarinelli, Vescovo emerito di Viterbo, scomparso a Rieti, ieri 3 agosto.

 

“… Mi rivolgo a te, terra bagnata dal sangue di non pochi tuoi figli ed ora, da ultimo – e che sia veramente l’ultimo – da un tuo figlio che é prete e prete in mezzo a te. Un tempo questo lembo di terra era detto “Campania felice”, oggi vede le nostre lacrime. Eppure in te ci sono energie positive, volontà generose; i tuoi giovani coltivano sogni di pace; gli occhi dei tuoi bambini guardano con incanto al futuro; la tua gente é capace di impegno e di tenacia. E allora? Terra di Casale e intero Agro aversano, bandisci le armi! Gettale via. Non ce ne siano più nelle tue case, nelle tue mani, nei tuoi pensieri. “Forgeranno le loro spade in vomeri; le loro lance in falci”, cantava Isaia. Riscopriamo tutti insieme il fascino della legalità, della giustizia, dell’umanità, nella civile convivenza. Intorno a questi valori rifacciamo il tessuto delle nostre comunità. Ciascuno dia il suo contributo, come oggi ciascuno ha esposto il suo bianco lenzuolo: le istituzioni dello Stato, le forze sociali, le agenzie educative. Ad una realtà complessa e frammentata non bastano risposte semplicistiche e occasionali. Occorre progettualità che investa la dimensione produttiva e occupazionale, gli aspetti amministrativi e gestionali, gli spazi della educazione e il ruolo della famiglia. Nessuno può riuscire da solo: ciascuno da solo potrà al più sopravvivere, non vivere e tanto meno costruire il futuro. E’ in questo senso che cogliamo con gratitudine e speranza la solidarietà espressaci in questa drammatica vicenda del Capo dello Stato e da tutte le altre massime autorità della Repubblica. Con noi sente e invoca questa solidarietà tutto il Paese e l’amministrazione comunale, che come noi piange questa tragedia e ha proclamato due giorni di lutto cittadino. E nel parlare di Casale la parola va alla mamma e al papà, ai familiari di don Peppino, così crudamente colpiti. Ai suoi parrocchiani, alle suore carmelitane, ai giovani, agli scouts, agli immigrati presenti, ai malati. Conservare la sua memoria è continuare ad operare il bene. Quanti avete ricevuto da lui, ora in suo nome donate. E il cammino continuerà….

 

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