Corpus Domini, Viterbo

La festa del Corpus Domini è particolarmente sentita nella Tuscia, perché strettamente legata al miracolo eucaristico di Bolsena e alla città di Orvieto, che al tempo dei fatti (1263) ospitava  Papa Urbano IV.

Sono passati oltre 7 secoli, ma da allora si celebra in tutta la Chiesa Cattolica la solennità del “Corpus Domini”: il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo.

Corpus Domini Viterbo

Originariamente (1264) fissata per il giovedì successivo alla solennità della Santissima Trinità, generalmente in Italia viene celebrata nella successiva domenica, come accaduto anche lo scorso giovedì.

Mons. Lino Fumagalli

A Viterbo, però, nella cui provincia si trova Bolsena, il vescovo Lino Fumagalli, ha voluto solennizzare la ricorrenza mantenendo, al giovedì 16 giugno, la Santa Messa in Duomo e la solenne processione eucaristica con il Santissimo Sacramento per le vie della città.

Don Lino nella sua omelia ha ricordato questi fatti storici, inquadrandoli nel contesto delle discussioni teologiche dell’epoca e delle eresie calviniste successive: la testimonianza che i fedeli esprimono nel seguire la processione è che l’Eucaristia nasce dal costato squarciato di Gesù, segno corporeo del suo amore per l’uomo.

Corpus Domini Viterbo

È Gesù che dice: “Non ti voglio lasciare”, fino al dono della vita. Il vescovo ha continuato sottolineando il significato mistico del pane eucaristico formato da tante unità immagine del corpo della Chiesa formato da tanti individui.

Tommasa Alfieri
Tommasa Alfieri

Così scriveva la Signorina Masa in adorazione del tabernacolo dell’Eremo: “… ed una Presenza diventa ancora più interiormente evidente. Allora gli occhi cercano sulla costa della pietra che sostiene il tabernacolo la scritta, quella che non finisce mai di sorprendere e di commuovere, letta di giorno, di sera, intravista di notte… incisa profondamente nel peperino e marcata di rosso che pare sangue:

Ecce, Ego vobiscum sum, Ecco, Io sono con voi

Così, pianamente, come sussurrata ad un amico che passa un po’ distratto, quasi toccandogli la spalla per farlo voltare e per guardarlo in viso e sorridergli.

Ecco, sono qui con voi, con te: sosta e parleremo. Quanto è dolce e dura questa frase! Una affermazione che è tutta Amore e rimprovero… Io sono qui con voi… e voi… dove siete?”.

Da “Uno sguardo che accarezza la memoria” pagg 63 – 64 Ed.: Amici della Familia Christi.  Viterbo 2010

Foto dell’articolo di Mariella Zadro

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