Tommasa Alfieri

Sosta e Ripresa vuole dare un contributo di sereno distacco dalla situazione contingente, riproponendo il Mese Mariano della professoressa Tommasa Alfieri, del secolo scorso, quando la “Signorina”, poco più che ventenne, era Presidente diocesana della Gioventù Femminile di Azione Cattolica e grande promessa della Presidente Nazionale Armida Barelli.

Sono 31 riflessioni-meditazioni sulla Madonna (una al giorno) che la invocano con titoli originali e pieni di affetto filiale per la Mamma Celeste.

Tommasa Alfieri

 

Noi viviamo. Ma è poi vero che viviamo, Maria? è vita questa nostra esistenza tante volte chiusa e tante volte infeconda?

Ce lo domandiamo spesso nei momenti di esame di noi; quando sentiamo fervere le aspirazioni migliori dell’anima nostra e vorremmo di più.

Tu sì, Maria, hai davvero conosciuto la pienezza della vita e sei Madre della Vita!

Tu, vergine santa, hai conosciuto le gioie di una maternità universale e sei stata ineffabilmente feconda in uno scaturire di carità che da te è sgorgata sul mondo.

Standoti vicino, Maria, lo si sente; ci si sente invasi dalla tua vita, ci si sente rifatti, rinnovati dalla freschezza che viene dal tuo intimo.

Maria, al tuo confronto noi ci sentiamo appassiti, un po’ spenti; questa vita dell’anima nostra che non si diffonde all’intorno e non anima o rianima ciò che incontra.

Si può anche camminare da morti nella vita; e si è morti se non si comunica vita.

Maria, ottienici di muovere la pietra che opprime la polla del cuore, di rompere la sterile zolla del nostro egoismo, di far sì che la presenza della Vita in noi diventi prorompente e si espanda e trascini.

Maria, guai ai soli! Tienici nell’Unico, protesi a far vivere tutti nell’Unico.

Tra tanti che passano morti e danno morte, facci passare vivi dando Vita. Quella che tu ci hai portata. Così sia.

«Per te, Dei Genitrix, nobis est vita perdita data».

L’abbiamo avuta… per conservarla diamola.

Condividi