Assisi ha accolto Papa Francesco ieri, nel primo sabato del mese di ottobre. È stato il primo spostamento del pontefice da Roma dopo il lockdown per l’emergenza da Covid-19. Per la quarta volta si è recato nella città del santo di cui ha scelto il nome.
La prima fu esattamente sette anni fa, il 4 ottobre 2013, all’indomani della tragedia dell’immigrazione consumatasi al largo di Lampedusa, che vide centinaia di morti nel rogo – 368 quelli accertati – nel rogo e nell’affondamento della nave, sulla quale si erano imbarcati nel tentativo di raggiungere l’Europa, quella sponda settentrionale del Mediterraneo risparmiata dalla guerra e dalla fame. E forse non è un caso che il Papa abbia scelto stavolta di anticipare di un giorno, appunto il 3 ottobre – diventato giornata della memoria e dell’accoglienza – e non il 4, memoria liturgica di San Francesco – questa visita ad Assisi, segnata dalla firma della sua nuova encliclica, “Fratelli tutti“. Come la precente, la Laudato si’, anche questa prende il titolo dal santo di Assisi, in questo caso dalle esortazioni ai frati dell’ordine da lui fondato.
L’enciclica è in embargo fino alle 12 di oggi, un embargo che qualcuno ha già pensato bene di violare. Ne parleremo, ovviamente su queste pagine, ma per ora – o meglio a quest’ora – la scelta di Sosta e Ripresa è di limitarsi alla visita di ieri.
Già quando il titolo dell’enciclica era stato annunciato, non erano mancate critiche speciose e ridicole sul fatto che vi comparisse la parola fratelli e non anche quella sorelle. Se mai ce ne fosse stato bisogno, Papa Francesco ha dimostrato anche ieri l’assurdità di tali accuse, se non altro perché prima di arrivare ad Assisi ha fatto sosta a Spello, al monastero delle suore clarisse, dove si è fermato anche a pranzo.

Sulla tomba di san Francesco nella cripta della basilica a lui intitolata, il Papa che ne ha scelto il nome ha celebrato la Messa e poi ha appunto firmato l’enciclica.
Formalmente si è trattato di una visita privata, per rispettare le norme anti contagio, anche se ovviamente molte persone hanno atteso lungo le strade della cittadina umbra il passaggio del Papa. Ma la sua scelta di ieri ha comunque un valore universale, così come il documento che ha firmato, con il suo richiamo appunto alla franternità universale e ai comportamenti sociali e politici che questo comporta.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”



