L’uccisione di don Roberto Malgesini a Como
Cos’è un martire? La parola è del greco antico e significa testimone. Nella bimillenaria vicenda della Chiesa martirio è la testimonianza della fede fino all’effusione del sangue, al sacrificio della vita. Cos’è il servizio? È l’espressione concreta della carità, dell’amore per il prossimo, per i fratelli in umanità, senza distinzioni di sangue, di etnia, di fede. Ha vissuto servendo ed è morto da testimone don Roberto Malgesini, il sacerdote di 51 anni ucciso ieri mattina a Como a coltellate. L’omicida, che si è costituito subito dopo il delitto nella vicina caserma dei Carabinieri, è un immigrato tunisino con problemi psichici, tra l’altro con diversi decreti di espulsione dal 2015. Don Roberto lo conosceva, era uno dei tanti migranti, senzatetto, poveri, ai quali prestava servizio ogni giorno. L’aggressione è avvenuta in un piccolo spiazzo davanti alla chiesa di san Rocco. dove don Roberto si accingeva come ogni giorno a distribuire un po’ di colozione a chi non ha modo di farla altrimenti, e non si sa ancora cosa l’abbia provocata. Non c’era ancora alcuna persona presente. Il cibo e le suppellettili erano ancora nell’automobile del sacerdote, parcheggiata a pochi metri.
Finora tutte le espressioni riportate dagli organi di stampa sono state di lutto, compreso quello ufficiale decretato dall’amministrazione comunale, con la quale proprio don Roberto si era trovato in profondo disaccordo alla fine dello scorso anno, quando un’ordinanza municipale aveva vietato la distribuzione di alimenti ai poveri, tra le proteste della Caritas. Don Roberto e altri volontari avevano continuato a sfamarli: in quell’occasione la polizia locale gli aveva inflitto una multa, poi archiviata . «Non aveva reagito – ricorda chi gli stava vicino – niente commenti, né interviste».
«Mi unisco al dolore e alla preghiera dei suoi familiari e della comunità comasca e, come ha detto il suo vescovo, rendo lode a Dio per la testimonianza, cioè per il martirio, di questo testimone della carità verso i più poveri. Preghiamo in silenzio per don Roberto Malgesini e per tutti i preti, suore, laici, laiche che lavorano con le persone bisognose e scartate dalla società», ha detto questa mattina Papa Francesco al termine dell’Udienza generale in Vaticano.
Il vescovo di Como Oscar Cantoni, giunto sul posto appena avvertito, aveva espresso , “grande dolore e orgoglio della chiesa di Como per un sacerdote che ha donato la vita a Gesù per gli ultimi”. e che ieri sera ha guidato per don Roberto in cattedrale la preghiera del rosario. “… prega per noi… nell’ora della nostra morte”: è bello, è vero pensare che don Roberto in quell’ora sia stato sorretto e accompagnato dalla materna presenza presenza di Maria
Si può sperare che ora a questo lutto si affianchi nell’opinione pubblica della città riflessione, compressione e rispetto per le scelte, per i principi che danno senso all’appartenenza cristiana, quella che don Roberto ha testimoniato con la sua vita e il suo impegno. Ma è purtroppo prevedibile che non mancheranno considerazioni in cui troveranno spazio intolleranza generallizata per gli immigrati e per la presunta minaccia che rappresenterebbero. Proprio a Como era accaduto vent’anni fa per un simile episodio, quando a Ponte Chiasso il parroco don Renzo Beretta era stato ucciso da un immigrato al quale aveva dato accoglienza.
Dice Gesù che nessuno ama più di chi dà la vita per i suoi amici. Don Roberto per i suoi amici l’ha spesa, al disagio mentale e alla miseria degenerati in violenza omicida di un suo amico l’ha sacrificata.
Cos’è martirio? Cos’è servizio? Cos’è dirsi cristiani?
Foto tratta dal web

Direttore Responsabile
Giornalista professionista, ha lasciato a fine febbraio del 2016, pochi giorni dopo il suo sessantesimo compleanno, L’Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede, dove aveva svolto la sua professione negli ultimi trent’anni, occupandosi principalmente di politica internazionale, con particolare attenzione al Sud del mondo.
Ha incominciato la sua professione giornalistica nel 1973, diciassettenne, a L’Avanti, all’epoca quotidiano del Partito Socialista Italiano, con il Direttore Responsabile Franco Gerardi. Nello stesso periodo, fino al 1979, ha collaborato con la rivista Sipario e ha effettuato servizi per l’editrice di cinegiornali 7G.
Ha diretto negli anni 1979-1980 i programmi giornalistici di Radio Lazio, prima emittente radiofonica non pubblica a Roma, producendovi altresì i testi del programma di intrattenimento satirico Caramella.
Ha poi lavorato per l’agenzia di stampa ADISTA, collaborando contemporaneamente con giornali spagnoli e statunitensi.
Nel 1984 ha incominciato a lavorare per la stampa del Vaticano, prima alla Radio Vaticana, dove al lavoro propriamente giornalistico ha affiancato la realizzazione, con altri, di programmi di divulgazione culturale successivamente editi in volume.
All’inizio del 1986 è stato chiamato a L’Osservatore Romano, all’epoca diretto da Mario Agnes, dove si è occupato da prima di cronaca e politica romana e italiana. Successivamente è passato al servizio internazionale, come redattore, inviato e commentatore. La prima metà degli anni Novanta lo ha visto impegnato in prevalenza nel documentare i conflitti nei Balcani e negli anni successivi si è occupato soprattutto del Sud del mondo, in particolare dell’Africa, ma anche dell’America Latina.
Su L’Osservatore Romano ha firmato circa duemila articoli sull’edizione quotidiana e su quelle settimanali. Ha inoltre contribuito alla realizzazione di alcuni numeri de I quaderni de L’Osservatore Romano, collana editoriale sui principali temi di politica, di cultura e di dialogo internazionali.
Collabora con altre testate, cattoliche e non, e con programmi d’informazione radiofonica e televisiva.
È Direttore Responsabile, a titolo gratuito, della rivista Sosta e Ripresa.
Ha insegnato comunicazione e politica internazionale in scuole di giornalismo e ha tenuto master di secondo livello, come professore a contratto, in Università italiane. Ha tenuto corsi, seminari e conferenze in Italia e all’estero. Ha tenuto corsi sull’attività diplomatica della Santa Sede in istituti superiori di cultura in Italia.
È autore di saggi, romanzi, raccolte di poesie, diari di viaggio, testi teatrali. Sue opere sono riportate in antologie poetiche del Novecento.
È tra i fondatori dell’Associazione Amici di Padre Be’ e della Fondazione Padre Bellincampi ONLUS, che si occupano di assistenza all’infanzia, e dell’associazione L.A.W. Legal Aid Worldwide ONLUS, per la tutela giurisdizionale dei diritti dell’uomo. Ha partecipato a progetti sociali per la ricostruzione di Sarajevo. È stato promotore e sostenitore di un progetto di commercio equo e solidale realizzato in Argentina.
