Il libro “TerraFutura” di Carlo Petrini, in uscita in queste ore per i tipi di Giunti-Slow Food Editore, che riporta dialoghi sull’ecologia integrale tra l’autore e Papa Francesco, assume un rilievo particolare nella riflessione che da tempo caratterizza il magistero dell’attuale pontefice.
Sul libro stesso, Sosta e Ripresa presenta ai suoi lettori, nella rubrica Indicazioni di senso, un ampio articolo di Alessandro Di Bussolo ripreso dal sito Vatican News, che ne percorre con attenzione e compiutezza la genesi e i contenuti.
Per spiegarne il senso, basterebbe riportare stralci della prefazione del vescovo di Rieti Domenico Pompili, che fu il primo a favorire l’incontro tra l’autore, dichiaratamente agnostico, e il pontefice, soprattutto nel passassaggio in cui afferma che dal loro confronto emergono le vie “per una ecologia che cessi di essere una bandiera e diventi una scelta”.
Ci sarebbe poco da aggiungere, se non che l’affermazione di Pompili sottintende un punto cruciale, cioè il passo ulteriore compito da Papa Francesco, soprattutto ma non solo con l’enciclica Laudato si’ – si pensi all’esortazione apostolica Querida Amazonia fatta dopo il sinodo sull’Amazonia stessa, alla quale lo stesso Petrini ha partecipato come uditore – , nello sviluppo della Dottrina sociale della Chiesa, della quale già più volte Sosta e Ripresa ha riportato in sintesi il concetto e la definizione di Dottrina ormai chiaramente socio-ambientale.
Concetti abbondantemente sottolineati nella presentazione del libro che ha visto gli interventi, oltre che dell’autore, dello stesso Pompili e del gesuita Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica.
Tra poche settimane il Papa firmerà e renderà pubblica la sua terza enciclica, che dovrebbe avere come titolo Fratelli tutti. La lettura di questo libro dal quale emerge chiaramente la necessità di modificare profondamente i parametri dell’attuale sistema economico e finanziario dominante nel mondo e di creare reali condizioni per lo sviluppo di un nuovo umanesimo, potrebbe essere d’aiuto per meglio inquadrare il pensiero del Papa e le indicazioni che il suo magistero, stando a quanto già trapelato, esprimerà nella nuova enciclica, maturata anche nel periodo della pandemia del Covid-19.
Proprio Spataro, dopo aver evidenziato la critica all’approccio illuminista contenuta nel volume e e il concetto di autentica laicità che non può escludere l’aperrtura alla trascenza, ha detto che “Leggere questo libro implica il ragionare su due filoni: i temi della Laudato Si’ e quello della fratellanza umana, al centro della nuova enciclica di Papa Francesco”. Spadaro si è detto , colpito da fatto che il Papa chiami Petrini “agnostico pio”. C’è differenza, dice, “fra ateo devoto e agnostico pio”. Chi ha pietas “è colui che ha un atteggiamento nobile, che si prende cura, nei confronti della natura.
Una pietas laica che implica un’apertura naturale alla trascendenza” e non ha, al contrario, uno sguardo meramente benevolo verso l’ambiente clericale. Petrini riconosce nell’enciclica papale “un punto di non ritorno da una prospettiva intellettuale e morale, un documento di straordinaria potenza” per spronare la coscienza di laici e non credenti.
Da parte sua, il vescovo Pompili sottolinea che per il Papa la “globalizzazione è buona se è poliedrica”. “Sono contro la globalizzazione sferica”, spiega Francesco, per il quale il territorio va valorizzato nella sue diversità, salvaguardando le minoranze presenti, ascoltando le voci che lo abitano.
Tutto questo trova la sua sintesi in una parola che è tornata spesso negli interventi alla presentazione del libro: dialogo.
Foto tratta dal web

Direttore Responsabile
Giornalista professionista, ha lasciato a fine febbraio del 2016, pochi giorni dopo il suo sessantesimo compleanno, L’Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede, dove aveva svolto la sua professione negli ultimi trent’anni, occupandosi principalmente di politica internazionale, con particolare attenzione al Sud del mondo.
Ha incominciato la sua professione giornalistica nel 1973, diciassettenne, a L’Avanti, all’epoca quotidiano del Partito Socialista Italiano, con il Direttore Responsabile Franco Gerardi. Nello stesso periodo, fino al 1979, ha collaborato con la rivista Sipario e ha effettuato servizi per l’editrice di cinegiornali 7G.
Ha diretto negli anni 1979-1980 i programmi giornalistici di Radio Lazio, prima emittente radiofonica non pubblica a Roma, producendovi altresì i testi del programma di intrattenimento satirico Caramella.
Ha poi lavorato per l’agenzia di stampa ADISTA, collaborando contemporaneamente con giornali spagnoli e statunitensi.
Nel 1984 ha incominciato a lavorare per la stampa del Vaticano, prima alla Radio Vaticana, dove al lavoro propriamente giornalistico ha affiancato la realizzazione, con altri, di programmi di divulgazione culturale successivamente editi in volume.
All’inizio del 1986 è stato chiamato a L’Osservatore Romano, all’epoca diretto da Mario Agnes, dove si è occupato da prima di cronaca e politica romana e italiana. Successivamente è passato al servizio internazionale, come redattore, inviato e commentatore. La prima metà degli anni Novanta lo ha visto impegnato in prevalenza nel documentare i conflitti nei Balcani e negli anni successivi si è occupato soprattutto del Sud del mondo, in particolare dell’Africa, ma anche dell’America Latina.
Su L’Osservatore Romano ha firmato circa duemila articoli sull’edizione quotidiana e su quelle settimanali. Ha inoltre contribuito alla realizzazione di alcuni numeri de I quaderni de L’Osservatore Romano, collana editoriale sui principali temi di politica, di cultura e di dialogo internazionali.
Collabora con altre testate, cattoliche e non, e con programmi d’informazione radiofonica e televisiva.
È Direttore Responsabile, a titolo gratuito, della rivista Sosta e Ripresa.
Ha insegnato comunicazione e politica internazionale in scuole di giornalismo e ha tenuto master di secondo livello, come professore a contratto, in Università italiane. Ha tenuto corsi, seminari e conferenze in Italia e all’estero. Ha tenuto corsi sull’attività diplomatica della Santa Sede in istituti superiori di cultura in Italia.
È autore di saggi, romanzi, raccolte di poesie, diari di viaggio, testi teatrali. Sue opere sono riportate in antologie poetiche del Novecento.
È tra i fondatori dell’Associazione Amici di Padre Be’ e della Fondazione Padre Bellincampi ONLUS, che si occupano di assistenza all’infanzia, e dell’associazione L.A.W. Legal Aid Worldwide ONLUS, per la tutela giurisdizionale dei diritti dell’uomo. Ha partecipato a progetti sociali per la ricostruzione di Sarajevo. È stato promotore e sostenitore di un progetto di commercio equo e solidale realizzato in Argentina.