“L’esperienza di Dio è un’evidenza del cuore umano”. Con questa frase Papa Francesco, nella Lettera Apostolica “Totum amoris est”, redatta in occasione del 400° anniversario di San Francesco di Sales, ha voluto sintetizzare il particolare carisma del santo vescovo di Ginevra. Con questo messaggio, i giornalisti di Viterbo hanno voluto solennizzare la festa del loro patrono.
Sabato 28 gennaio l’Unione cattolica della stampa italiana (UCSI) di Viterbo e l’ufficio diocesano delle Comunicazioni sociali hanno organizzato l’annuale incontro dei comunicatori, incontro che il vescovo Orazio Francesco Piazza ha elevato a 1a Giornata della stampa.
Dopo la presentazione fatta da don Emanuele Germani, direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali e di Wanda Cherubini Presidente UCSI Viterbo, il Vescovo mons. Piazza ha introdotto il tema della giornata: “La comunicazione come etica relazionale”.
L’incontro ha visto confrontarsi il vescovo Piazza con il giornalista Rai Antonio Scoppettuolo, che ha sottolinearo il ruolo dei nuovi “media social”, che hanno reso obsoleti radio e televisione, per porre al numeroso pubblico varie sollecitazioni. Così ha posto la domanda: “Come questi social media modificano la relazionalità, da un rapporto interpersonale ad uno metapersonale?. Partendo da un presupposto di fiducia nella verità espressa dall’altro lo scambio è un incontro simpatetico od è assimilazione-colonizzazione dell’altro?; in questa diversa razionalità ci sono gli stessi standard?, la stessa istanza etica?, lo stesso standard di sincerità?; l’imparzialità attiene alla deontologia od alla giustizia? Il relatore ha poi affrontato altri quesiti di deontologia, di giustizia, di differenti esperienze culturali.
Il dibattito che ne è seguito è stato vario ed articolato, tanto che mons. Piazza ha concluso invitando il relatore a raccogliere in un Quaderno il suo intervento ed alcune delle osservazioni dei partecipanti.
Il convegno si è concluso con il pranzo offerto dal vescovo, cementando con un’agape fraterna i vincoli di amicizia e collaborazione.

Editore e Direttore Editoriale
Mario Mancini, nato in Roma nel 1943, dopo la laurea in scienze geologiche, con tesi in geofisica, nel 1967 e un anno di insegnamento della matematica in un istituto tecnico industriale romano, svolge per un quinquennio la sua professione di geofisico e sismologo prevalentemente all’estero, in particolare in Papua Nuova Guinea presso il Rabaul Central Volcanological Observatory e in Australia nella sezione aviotrasportata a Canberra, in entrambi i casi per la BMR Australia, intervallando le due esperienze con un viaggio di studio in Giappone nell’estate del 1970.
Rientrato in Italia nel 1972, si impiega come geofisico presso la CMP di Roma per la quale lavora per sei anni, con diversi incarichi in Italia e all’estero.
Fin da liceale, nel 1959, aveva conosciuto Tommasa Alfieri e l’Opera Familia Christi da lei fondata. La figura e la spiritualità della Signorina Masa, come i suoi discepoli chiamavano la Alfieri, resteranno per Mancini un fondamentale riferimento per tutta la vita. Laico consacrato nel gruppo maschile dell’opera già dal 1974, nel 1979 fa la scelta di dedicarsi completamente all’Opera e va a vivere nell’eremo di Sant’Antonio alla Palanzana.
Alla morte della fondatrice, nel 2000, l’intero patrimonio dell’Opera passa per testamento all’associazione Vittorio e Tommasina Alfieri, all’uopo voluta dalla stessa Alfieri e della quale Mancini era stato tra i fondatori.
Per accordi associativi, più tardi violati da persone riuscite ad assumere il controllo dell’associazione, Mancini resta all’Eremo, unica persona a risiedervi in permanenza e a occuparsene.
La nuova gestione dell’associazione, decisa a trasformare la Familia Christi da istituzione prettamente laicale e una confraternita sacerdotale anticonciliare, nel 2005 convince Mancini a dimettersi dall’associazione stessa, in cambio della promessa, purtroppo mai ratificata legalmente, di lasciargli l’Eremo.
Fino fino al 2012, questo luogo, sotto la conduzione di Mancini, che sempre nel 2005 ha fondato l’associazione Amici della Familia Christi e ha registrato presso il Tribunale di Viterbo la testata Sosta e Ripresa, anch’essa fondata da Tommasa Alfieri e della quale Mancini è direttore editoriale, svolge un prezioso compito di Centro di spiritualità e di apertura ecumenica e interreligiosa.
Nel 2012 la confraternita appropriatasi del nome di Familia Christi (poi sciolata dalla Santa Sede con riduzione allo stato laicale di tutti i suoi esponenti) in violazione degli accordi presi a suo tempo ottiene dal Tribunale la restituzione dell’Eremo.
Mancini resta a Viterbo e prosegue il suo impegno ecclesiale in vari uffici diocesani e nel comitato regionale per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso.

