LAssociazione Beato Domenico della Madre di Dio ha iniziato la Quaresima 2020 con l’abituale pratica, il venerdì,  della Via Crucis quando, a causa della pandemia, è arrivato il “lockdown” (termine inglese che esprime il più nostrano “incarcerato”).

Questo ostacolo è stato l’occasione per adattare la preghiera alle contingenze del momento e, come per tante realtà di relazioni sociali si è passati dalla modalità “in  presenza” a quella informatica. Così si è trasformato il gruppo Whatsapp (già esistente) in una “chat” di preghiera. Raccolte le adesioni delle persone capaci di registrare un messaggio vocale, ogni venerdì, all’approssimarsi dell’orario dell’incontro virtuale, viene trasmessa la scaletta degli interventi, ognuno ha una stazione della Via Crucis da leggere, quando arriva il suo turno la registra e la invia ed ognuno la ascolta, compresi alcuni che non se la sentono di intervenire attivamente. Ovviamente c’è una guida che inizia e passa la parola al primo intervento, che passa la parola al secondo intervento e così via. Al termine se c’è un sacerdote disponibile, dà la benedizione finale, oppure un laico recita la conclusione. Tra l’altro questo ha permesso la partecipazione di alcuni rimasti bloccati fuori del Comune di residenza (una addirittura in Svizzera), ma anche altri amici residenti fuori regione

Dopo la prima esperienza di rodaggio l’iniziativa è stata adattata anche per la recita del Rosario: la scaletta è la parte più delicata; dopo l’introduzione di ogni mistero chi è designato registra il pater e tutti lo ascoltano, poi il primo registra la prima ave Maria e passa al secondo e così via fino al Gloria e l’invocazione mariana. Per i misteri successivi si segue lo stesso schema.

Per dare un maggior spirito di raccoglimento, poco prima dell’orario stabilito si manda un invito al gruppo di accendere una candelina di fronte ad una immagine sacra. Ognuno, se vuole, all’inizio della propria Ave Maria, può aggiungere una giaculatoria od un’intenzione di preghiera, come gli suggerisce il cuore. Naturalmente il Rosario così, con tante pause di silenzio, dura il doppio, ma nel periodo della quarantena non è stato certo un problema.

Si è anche provato a passare alla videoregistrazione, ma la limitatezza dell’App (e degli operatori) non ha permesso il salto tecnologico.

Ora, finita la quarantena, il gruppo di preghiera continua ad incontrarsi due volte a settimana con il Rosario e la Via Crucis per favorire quelle persone che hanno difficoltà a riunirsi “in presenza”, ma vogliono partecipare ad una preghiera comunitaria con gli altri amici del gruppo. Tra l’altro migliorando la tempistica della registrazione sono stati ridotti i tempi di silenzio tra la registrazione e l’ascolto.

Per un cattolico la preghiera davanti alla presenza reale del Santissimo Sacramento ha un altro valore, ma Cristo è anche presente in tutte le persone che soffrono e che non possono spostarsi fisicamente: quando ci sono le possibilità di superare queste barriere sarebbe un “peccato” non approfittarne.

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