Il Cristo Gesù è risorto; l’annuncio dell’evento che ha cambiato la storia di Israele e del mondo ha fatto fatica a diffondersi: ha viaggiato con i passi incerti delle donne al sepolcro; con la corsa precipitosa dei discepoli di Emmaus; con la sorpresa tra incredula e sbigottita degli Apostoli nel Cenacolo; frenata dall’incapacità dei Palazzi delle autorità; dai depistaggi e dalle fake news dei negazionisti di professione; confinata nel Cenacolo degli eletti, non ancora investiti dal fuoco dello Spirito. Ma avrà continuato a viaggiare di bocca in bocca, come sanno fare le donne rimaste fuori dalla stanza dove gli uomini non decidono. Con quale esultanza avranno accolto questi sussurri tutte le persone beneficate dal Galileo di Nazareth: i malati risanati, gli indemoniati liberati dalle catene diaboliche, gli affamati saziati di pane e gli affamati saziati di Verità, i poveri e gli afflitti arricchiti di speranza, gli smarriti illuminati dall’abbagliante realtà della fede.

In duemila anni la buona novella della resurrezione del Cristo Gesù non si è più fermata, col soffio dello Spirito si è diffusa sempre più velocemente, cambiando intrinsecamente l’uomo e la sua storia. I tanti Giuda che nel corso dei millenni hanno abusato dell’evento salvifico, mascherati da agnelli per affermare la propria deformazione del “mite ed umile di cuore”, non hanno impedito che quel messaggio impregnasse anche le dottrine più atee.

Le forze diaboliche (il diavolo c’è e si vede) sono sempre all’opera per combattere il fatto storico della Risurrezione e rinchiudere i credenti nei recinti dei cenacoli, ma oggi come allora il Risorto è fuori: è nei malati e nei sofferenti, è in quelli che cercano e in quelli che cadono, è nelle pie donne intrinsecamente madri della vita.

Nel lenzuolo funebre della Sindone sono impressi i segni di una atroce sofferenza e morte, ma anche i segni della nuova vita che si è sprigionata con una energia incontenibile in un intervallo di tempo inversamente proporzionale alla quantità di energia sprigionata. Quell’energia ancora oggi continua ad illuminare i fedeli nel Cristo Gesù.

Tommasa Alfieri
Tommasa Alfieri

Dagli scritti della Signorina:

Ma Egli è risorto e tutto si fa nuovo. Ed il passato si cancella ed il presente si arricchisce di una nuova esperienza di Amore divino, ed il futuro sarà Luce di Spirito Santo.

Che sia così la Pasqua per tutti noi. Un’alba di stupore perché Egli è risorto e noi pure risorgeremo, un incontro di misericordiosa amicizia del Maestro, un saperLo con noi, tra noi, nella Provvidenza di ogni giorno, nella fatica di ogni giorno, nella ricerca di ogni giorno…

Basta che il nostro sguardo di Fede sia vivo, che il nostro Amore scruti…ecco è il Signore…col fuoco acceso ed il pasto pronto…

Vogliamo star sempre con Te Signore, con il canto dell’Alleluja. 

(“Uno sguardo che accarezza la memoria” di Tommasa Alfieri, 2010 Ed.: Amici della Familia Christi)

Nota della Direzione: la foto è della formella conclusiva della Via Crucis, realizzata in terracotta da Mario Vinci su indicazioni di Tommasa Alfieri,  posta nel bosco dell’Eremo di Sant’Antonio alla Palanzana. È la quindicesima stazione, che si aggiunge alle quattordici tradizionali che abbiamo pubblicato il Venerdì Santo. È la stazione di oggi, la più importante, quella della Resurrezione. La stazione dalla quale parte il viaggio della Vita vera.

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