Come una staffetta olimpica dello Spirito, la fiammella che brilla nei luoghi dove è nato Gesù, cioè: dove il Signore Dio dell’amore e della Misericordia ha preso la forma umana per dare all’umanità la forma divina, questa staffetta raggiunge tutti gli angoli della terra per illuminare il compleanno (il 2024° compleanno) del bambino Gesù.

A Viterbo, la piccola fiamma di questo evento cosmico è stata diffusa nella Basilica – Santuario di Santa Maria della Quercia sabato 21 dicembre, trasportata nell’ultimo tratto dalle locali associazioni scoutistiche. In prima fila, ad accoglierla, i più piccoli del movimento.

Faceva riflettere la spontanea vivacità di quei bambini, ignari delle traversie che circondano i luoghi dove è custodita quella fiamma, delle difficoltà e delle peripezie del viaggio, dell’impegno e della cura di mantenerla viva, ma specialmente del significato simbolico esistenziale che da lei emana. L’umanità è afflitta dalla guerra, oggi più che mai. Non solo dalla guerra, dalle tante guerre, combattute con le armi, ma anche da quelle più subdole dell’interesse, dell’egoismo, dell’odio: guerre combattute tra nazioni come da piccole comunità, come tra vicini e familiari.

La luce della pace deve ricordarci che le radici della guerra, di tutte le guerre, sono abbarbicate nel nostro cuore, nel nostro orgoglio, nel nostro egoismo e poi divampano ed esplodono

Nel Vangelo (Lc 12, 49-53) nostro Signore dice: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso!”. È il fuoco dell’Amore e della Misericordia che Lui ci ha lasciato e che ha lasciato a noi di diffondere, noi che non siamo più bambini, ma che fine ha fatto la spontanea vivacità? È il fuoco che combatte e toglie alimento al fuoco delle passioni.

Intanto abbiamo attinto la luce della Pace di Bethlem e l’abbiamo portata nella chiesetta di S. Maria di Castel d’Asso: brillerà a fianco del Beato Domenico Barberi che spese tutto sé stesso per la pace tra fratelli nella Fede, ma separati dalla ideologia. Brillerà attraverso i vetri colorati delle monofore verso le campagne, i casali e le aziende agricole (una volta si chiamavano Fattorie) dove ancora pascolano le greggi e dove, nella Fattoria Didattica, ci sono ancora un Bue e un Asinello: è tutto pronto per aprire un Presepio nel nostro cuore: il Natale è vicino.

Nella dimensione divina, dove esiste solo l’eterno presente, ogni giorno, ogni momento può essere e deve essere Natale.

 

 

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