“Iniziamo l’anno nel segno della Madonna, donna che ha tessuto l’umanità di Dio. La rinascita dell’umanità è cominciata dalla donna. Se vogliamo tessere di umanità le trame dei nostri giorni, dobbiamo ripartire dalla donna“. Si era espresso così Papa Francesco il 1° gennaio scorso, solennità di Maria Gran Madre di Dio.
E su questo ripartire dalla donna il nostro giornale ha insistito in più di un’occasione in questo mese di maggio dedicato a Maria. Senza nascondere che la realtà è ben altra: “Non aveva programmato il delitto”. È la sentenza di condanna del Gup il 28 febbraio 2020, per l’uomo accusato di omicidio volontario ed occultamento di cadavere. Si tratta di Fabrizio Pasini processato con il rito abbreviato. Il giudice non gli ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione.

Aveva sgozzato Manuela Bailo dopo un litigio avvenuto nell’abitazione dei genitori di lui ad Ospitaletto. Erano amanti, lui era sposato e lei non voleva che l’uomo andasse in vacanza con la famiglia.
L’esame autoptico aveva rinvenuto sul collo di Manuela un taglio profondo che aveva reciso l’arteria carotidea destra.
Poi, l’aveva buttata tra i liquami. Un terribile omicidio che ritorna alla cronaca, per lo sconto di pena determinato dalle misure previste dalla legge. Fabrizio Pasini, ex sindacalista Uil di Brescia, dopo aver occultato il corpo della vittima, è partito con la moglie ed i figli diretto in Sardegna per le vacanze. Anzi, a dirla tutta, l’ha portata in giro per molte ore, prima di gettarla tra i liquami. Ha avuto tempo e forza di andare a prendere il caffè al bar con gli amici. Grazie alle indagini delle forze dell’ordine i resti di quel povero corpo di Manuela sono stati rintracciati, altrimenti…
Questa sentenza risponde come detto a quanto la legge prevede. Eppure può far rabbrividire e certo fa interrogarsi su che tipo di messaggio viene lanciato ai giovani. Quanto vale la vita di una donna? Una donna che amava l’uomo sbagliato, un carnefice.
Oggi, 31 maggio, termina questo mese che per noi cattolici è dedicato a Maria, la Madre dell’umanità. Maria, una donna, il simbolo, l’emblema delle donne. Di noi donne che viviamo in un’epoca difficile che Lei rischiara. Come scriveva Tommasa Alfieri, ispiratrice e fondatrice di questa testata giornalistica, della Madonna “che doni senza chiedere, che vigili senza dimenticanze”. E con questo spirito che chiudiamo questa pagina del mese, con cuore e mente a quelle donne che non ci sono più.
Quelle donne uccise, vilipese a cui la vita è stata tolta. “La vita: una parola che non scorre via di seguito che non è vuota e leggera; una parola piena e pesante di significati, una parola importante”, ci ammonisce ancora Tommasa Alfieri.
Il male porta alla morte, Manuela come tante donne oggi ne è stata vittima. Eppure si continua a morire. Anzi, la quarantena da coronavirus è stata caratterizzata da episodi di violenza domestica, una sorta di dannoso effetto collaterale del lockdown. Casi con una storia pregressa, violenze e morti annunciati. Non sono fatti di cronaca, o meglio, non devono essere solo fatti di cronaca e fatti privati. Fanno parte della nostra storia, della nostra società, perché sono la fotografia di una situazione grave che è ancora ingestibile.
È necessaria una profonda trasformazione culturale, da realizzare nel rispetto, nel riconoscimento della figura, del ruolo della donna nella società. Una società non ancora in grado di proteggerle e tutelarle.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”
