Nella solennità dell’Assunzione di Maria al cielo sono molti gli spunti di riflessione che la liturgia e la quotidianità ci propongono.

Sono molte le suggestioni che le letture di oggi presentano e che le omelie ascoltate in questa solennità  in ogni chiesa del mondo  ci offrono, dalla  donna vestita di sole e coronata di stelle dell’Apocalisse, all’omaggio del salmista alla regina del cielo, dalla consolante affermazione di Paolo nella lettera ai Corinzi che “l’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte” al  Magnificat riportato nel Vangelo di Luca, quel cantico che la Chiesa ripete ogni giorno nella preghiera dei vespri.

Non è certo compito di un giornale come Sosta e Ripresa, fatto e diretto da laici, proporre ai sui lettori una propria ermeneutica, una propria interpretazione e spiegazione della Parola di Dio. Semmai, sarebbe opportuno ammonire sul significato di una festa che – come altre – nella società contemporanea significa   spesso solo  mero divertimento, talora eccesso.

E farlo tanto più in questo anno particolare, in cui il giorno festivo si veste di giustificati timori per i perduranti pericoli che assembramenti abituali in questa occasione possono comportare.

Eppure, chi questo giornale dirige sa bene che la teologia, il discorso su Dio, si fa tenendo in una mano la Parola eterna e nell’altra appunto il giornale quotidiano, la vicenda storica che tutti noi attraversiamo.

E allora una di quelle suggestioni vuole indagarla. “Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo” (Lc, 1, 39), ci dice oggi il Vangelo. Qual è questo saluto? Cosa può dire una giovane ebrea entrando in una casa dove si reca per visitare e per servire? È ragionevole, persino ovvio, pensare che quella parola di saluto sia shalom, pace.

L’augurio in questo giorno è dunque che il pensiero della pace provochi in ciascuno di noi il sussulto di Giovanni il Battista nel grempo della madre, si faccia impegno a imitarlo nel preparare, nelnostro tempo, nella nostra condizione, le vie del Signore.   Perché Maria è primizia e figura della Chiesa, tutti ne siamo al tempo stesso frutti e operai.

Buona solennità dell’Assunzione a tutti.

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