Il titolo di questo articolo è quello dell’incontro tenuto nel tardo pomeriggio di lunedì 18 dicembre 2023 nel teatro “San Giovanni Paolo II” della parrocchia dei Santi Valentino ed Ilario a Villanova di Viterbo, per la presentazione del nuovo libro dell’arcivescovo Vincenzo Paglia, “Sperare dentro un mondo a pezzi – Conversazioni con Domenico Quirico (Torino, Sanpino Editore).

Giuseppe Fioroni
Giuseppe Fioroni

La serata, organizzata dal viterbese Centro Studi “Aldo Moro”,  ha visto confrontarsi, dopo un’introduzione di Giuseppe Fioroni, vice presidente dell’Istituto Toniolo e ex di un sacco di cose, tra le quali sindaco di Viterbo, deputato per tre legislature e ministro della Pubblica Istruzione (quando grazie a Dio si chiamava così) nel secondo governo guidato da Romano Prodi, lo stesso monsignor Paglia, il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, e il vescovo di Viterbo, Orazio Francesco Piazza, con il direttore di TV2000, Vincenzo Morgante, nel ruolo più che di moderatore, di sapiente sollecitatore.

Vincenzo Morgante
Vincenzo Morgante

In realtà è stata una presentazione insolita, qualcosa di più e qualcosa di meno. Di meno perché, contrariamente a quanto accade in queste occasioni, le persone intervenute, ben oltre il centinaio che costituisce la capienza abituale del teatro, non hanno avuto modo di acquistare il libro e magari farselo firmare dall’autore. Di più perché nella serata sono emersi tutti gli argomenti del libro in un esame interessante ed esaustivo, ma anche inquietante su quattro drammatiche realtà della nostra contemporaneità, dalla pace e quindi dalla guerra, dalla tragedia della miseria a quella delle migrazioni, alla condizione degli anziani.

Salvatore Regoli
Gli interpreti dello spettacolo con Salvatore Regoli, a destra

Prima della tavola rotonda (per comodità di definizione si dice così, ma i quattro protagonisti erano comodamente seduti in poltrona) la serata era incominciata con uno spettacolo, dal vivo e con video storici dei musical su Francesco d’Assisi, condotto dal fondatore e presidente dell’Associazione Juppiter, Salvatore Regoli, e molto bene eseguito dagli interpreti sul palco del teatro.

Subito dopo sono state proiettate le  immagini e relative citazioni di personaggi che molto hanno fatto per costruire la pace, per fare dell’Europa un continente di pace dopo millenni di guerre, per impegnare nella storia e nella società il proprio essere cristiani: consacrati come Giovanni Paolo II, Teresa di Calcutta, don Luigi Sturzo e lo stesso Papa Francesco, e figure cattoliche di alto profilo politico, dall’italiano  De Gasperi al tedesco  Adenauer, che insieme al francese Schuman diedero vita al primo embrione di Europa unita, allo stesso Aldo Moro, a Fanfani., a La Pira, a Dossetti che fece alta politica e poi vita monastica, realizzando in se stesso la frase famosa di Paolo VI, secondo il quale “la politica, dopo la preghiera, è la più alta forma di carità”.

Per inciso, a qualcuno è sembrato significativo che la prima di queste immagini sia stata di Papa Francesco con la sua citazione: “il pettegolezzo è peggio della peste”.

Poi si è entrati nel vivo del tema: la pace, la fratellanza, la speranza, l’impegno e le loro possibili strade. E lo hanno fatto uomini che per cultura, per esperienza, maturata in tutti al di là della differenza di età, per scelta di servizio determinata e rinnovata ogni giorno, hanno potuto offrire ai presenti una collettiva Lectio magistralis dell’autentica identità cattolica in questo farsi della storia.

Francesco Orazio Piazza
Il vescovo Francesco Orazio Piazza

La prima “bordata” l’ha data proprio il vescovo di Viterbo, sollecitato da Morgante ad aprire il confronto, affermando che filosofia, religione, arte sono da tempo impegnate a indagare una realtà umana, che appare svuotata del senso del ‘noi’, in un’autorefenzerianzalità, spesso indotta che li fa apparire impeccabili , ma che li rende estranei alle città degli uomini,  come in un celebre quadro di Magritte. E questo e gli altri suoi interventi hanno dato modo ai presenti, quasi per intero viterbesi, di meglio comprendere la lettera che ha scritto ai suoi diocesani per Natale.

Dopo  il confronto si è dipanato, senza demonizzazioni, ma con serena e quando è stato necessario severa capacità di giudizio sui modi per comprendere e guarire questo vuoto, fatto di solipsismo, di progressivo disinteresse dell’altro. Accade nelle famiglie con i figli abbandonati al solo rapporto con un computer o con un telefonino, anzi spesso con l’unico figlio che le coppie vogliono fare o meglio sono costrette a fare da sistemi sociali che non consentono loro di crescerne altri.  Accade nella scuola immemore del suo ruolo che è educativo, formativo prima che informativo. Accade persino ai confessionali dove non si scavano i peccati che il nostro tempo ha accentuati, dall’incuria per l’ambiente all’indifferenza per il povero.

Marco Impagliazzo
Marco Impagliazzo

Dell’importanza determinante ed efficace della preghiera per costruire la pace ha parlato Impagliazzo, che oggi guida la Comunità di Sant’Egidio, forse l’esperienza associativa laicale cattolica oggi più impegnata ad arginare il male del conflitto nei contesti internazionali.

Mons. Vincenzo Paglia
L’Arcivescovo Vincenzo Paglia

Le conclusioni le ha tratte monsignor Paglia, sintetizzando il tutto nella necessità di lasciare spazio alle relazioni, al dialogo, sempre e comunque con tutti, anche senza credere che stringere una mano insanguinata significhi contaminare una nostra presunta purezza.

Riportare sia pure solo per accenni la profondità di tutti gli interventi è impossibile nello spazio di un articolo che non voglia essere un lungo elenco di citazioni e di partecipanti (ma almeno un cenno è dovuto a don Emanuele Germani, il parroco della comunità dei Santi Valentino e Ilario, che ha ospitato l’incontro con efficacia e discrezione). Qualche volta, tuttavia, i preponderanti mezzi moderni di comunicazione possono diventare strumenti di formazione.

Il Centro Studi “Aldo Moro” ha girato un video dell’intera serata, che Sosta e Ripresa aggiunge per gentile concessione a questo articolo, cercherà nella convinzione di offrire un ottimo dono di Natale.

https://fb.watch/p1MoEZrRBI/

 

La foto del titolo è di don Emanuele Germani

Altre foto sono tratte dalla pagina Facebook del Centro Studi “Aldo Moro”.

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